Friday, April 18, 2025

Una volta madre sempre madre




"Donna, ecco tuo figlio" (Gv 19,26–27)

La frase di Gesù in questo passaggio racchiude un messaggio profondo, che va ben oltre il semplice atto di affidare una persona. In questo gesto Gesù assicura a Maria una continuità nella sua identità di madre, non confinandola solo al ruolo biologico, ma elevandola al simbolo universale della cura e dell’amore. Spesso, nella realtà dolorosa della perdita, una madre può sentirsi privarsi del senso stesso della vita, come se la morte di un figlio cancellasse ogni riferimento al suo essere madre. In questo contesto, però, chi conosce Gesù viene invitato a scoprire che, anche se la tragica esperienza della perdita può colpire duramente, il legame materno non si interrompe; anzi, viene trasformato in un'energia che trascende la sofferenza.

Quando Gesù affida a Maria il discepolo amato, egli non si limita a designare un nuovo rapporto di cura e protezione, ma riafferma il principio che la maternità è un dono che va oltre l’esistenza di un singolo figlio. Essa si declina nella premura, nella responsabilità e nella dedizione verso la vita stessa. Questo concetto trova eco nelle immagini delle donne di Gerusalemme, così addolorate davanti a Cristo, che esprimono il peso della loro sofferenza. In questa prospettiva, la maternità diventa qualcosa di eterno e universale, un invito a prendersi cura degli altri non solo quando il legame di sangue è presente, ma in una dimensione spirituale e comunitaria.

Il gesto evangelico, quindi, non solo consolida il ruolo materno di Maria, ma simboleggia anche la nascita di una nuova famiglia di fede, nella quale ogni credente è chiamato a prendersi cura degli altri come un atto d’amore divino. In questo modo, anche di fronte alla perdita e al dolore, il titolo di "madre" assume un significato che non potrà mai essere spento: esso diventa l’essenza stessa dell’amore incondizionato, capace di superare ogni prova e di dare speranza a chi soffre.


Nessuno potrà mai privare una madre della sua maternità, nemmeno la morte di un figlio. Con questo insegnamento, Gesù intendeva far comprendere che la maternità è un dono inalienabile, un’essenza che trascende ogni circostanza. Esistono madri che, pur essendo biologiche, potrebbero non sentire nel profondo quel legame autentico e rimanere interiormente aride; tuttavia, il vero senso della maternità risiede nell’amore incondizionato e nella cura per la vita, un sentimento eterno e indistruttibile.


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