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Saturday, March 29, 2025

Amico dei peccatori

 




«… Si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Vangelo di Luca 15, 1-3 


Gesù si lascia avvicinare dai pubblicani e dai peccatori. Pur essendo Maestro e uomo giusto, non aveva l’arroganza di chi si pone su un piedistallo, evitando di mescolarsi con gli altri. Al contrario, si è immedesimato con le persone meno considerate dalla società, spesso emarginate a causa della loro condizione. Queste persone, per il loro mestiere e lo stile di vita che conducevano, venivano ritenute indegne di essere accolte nel tempio e nei luoghi sacri. Le autorità religiose e civili classificavano tali persone come fuorilegge o intoccabili, perché non rientravano negli standard di ciò che era considerato politicamente corretto. Pur essendo ebrei, lavoravano al servizio dell’Impero Romano, un regime militare pagano che occupava il territorio di Israele e aveva profanato il luogo santo. Per un ebreo con mentalità integralista, non sarebbe accettabile che un non ebreo mettesse piede nel luogo sacro. L’idea che un maestro così famoso, capace di guarire e seguito da una vasta platea, si lasciasse toccare e accettasse inviti da peccatori e pubblicani era, dunque, straordinaria e inaspettata. Essere considerato amico dei peccatori non rappresentava un disprezzo per Gesù, ma era un vero e proprio complimento. Questo era il cuore della sua missione: riportare i lontani e i peccatori a Dio, affinché anche loro potessero essere salvati. A sostegno di ciò, il Vangelo offre esempi come la parabola della pecora smarrita (Luca 15:4-7) e quella del figlio prodigo (Luca 15:11-32), che sottolineano l’importanza di accogliere i peccatori e riconciliarli con Dio, rivelando la misericordia e l’amore del Padre per tutti coloro che si pentono e tornano a Lui. La logica di Gesù era profondamente diversa dalla mentalità perbenista degli scribi e dei farisei. Non temeva di sporcarsi le mani con le fragilità umane; al contrario, si lasciava coinvolgere dal dolore e dalla sofferenza per portare salvezza. Per questo motivo, il Vangelo va letto con uno sguardo nuovo, lontano dalle abitudini di pensiero perbeniste e ipocrite, spesso legate a una cristianità di facciata, fatta di farsa e bigottismo. Tale religiosità folkloristica non ha nulla a che vedere con la fede autentica che Gesù insegna nel Vangelo. Vogliamo mettere in evidenza la dinamicità del messaggio evangelico, che invita l’uomo a maturare, a essere responsabile e solidale. La fede autentica non si dissocia dal dolore e dalla sofferenza umana, ma li trasforma in una motivazione più grande per pregare, adorare e lodare Dio. Questa fede autentica santifica il Suo santo nome ed evangelizza la Sua potenza e gloria. ‘Costui accoglie i peccatori e mangia con loro’ – Gesù, nella sua libertà, ha scelto di condividere la tavola con uomini considerati lontani da Dio e nemici della fede. Lui è il ponte tra Dio e l’umanità: colui che unisce il mondo divino con quello segnato dal peccato.
"Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio" (2 Corinzi 5:21).


 "Egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, perché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia: dalle sue ferite siamo stati guariti" (1 Pietro 2:24).





Preghiera


Signore Gesù, ti rendiamo lode e grazie per ogni dono che ci offri, giorno dopo giorno. Tu, Santo Spirito, sei la luce che illumina le nostre menti e scalda i nostri cuori, donandoci una fede viva e autentica.


Non una fede legata a una legge sterile e opprimente, ma una fede che libera e trasforma, che ci solleva dalla farsa e dall'apparenza per condurci alla verità.


Gesù, io credo profondamente nella tua parola e nella tua opera straordinaria. Tu non hai mai abbandonato l'umanità ferita dal peccato, ma hai offerto il tuo sacrificio per amore, donando a ciascuno di noi la speranza di un rinnovamento.


È grazie a Te che possiamo abbandonare lo smarrimento e ritrovare la strada della speranza, la strada di chi vive come figlio e figlia di Dio.


Tu ci inviti a camminare in questa figliolanza, a riscoprire la gioia di essere amati, e a condividere questa gioia con il mondo intero. Santo è il tuo nome, grande è la tua potenza, e infinita è la tua gloria!




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English Version.


"...All the tax collectors and sinners were coming close to Jesus to listen to Him. The Pharisees and scribes were murmuring, saying, 'This man welcomes sinners and eats with them.'" (Gospel of Luke 15:1-3) Jesus allowed Himself to be approached by tax collectors and sinners. Though He was a teacher and a righteous man, He did not show the arrogance of someone standing on a pedestal, avoiding contact with others. Instead, He identified with those least regarded by society, often marginalized because of their circumstances. These people, because of their professions and lifestyles, were considered unworthy of entering the temple and sacred places. Religious and civil authorities labeled these individuals as outlaws or untouchables because they did not conform to the standards of what was considered politically correct. Though they were Jews, they worked for the Roman Empire, a pagan military regime that occupied Israel and defiled the holy place. For a Jew with a strict mindset, it was unacceptable for a non-Jew to set foot in the sacred place. The idea that a famous teacher, capable of healing and followed by large crowds, would allow Himself to be touched and even accept invitations from sinners and tax collectors was extraordinary and unexpected. Being considered a friend of sinners was not an insult to Jesus; instead, it was a true compliment. This was the essence of His mission: bringing back those who were far and sinners to God, so they, too, could be saved. The Gospel offers examples to support this, such as the parable of the lost sheep (Luke 15:4-7) and the prodigal son (Luke 15:11-32), emphasizing the importance of welcoming sinners and reconciling them with God, revealing the mercy and love of the Father for all who repent and return to Him. The logic of Jesus was deeply different from the self-righteous mentality of the scribes and Pharisees. He did not fear getting His hands dirty with human frailty; instead, He let Himself be involved in pain and suffering to bring salvation. For this reason, the Gospel must be read with a fresh perspective, different from the one we are used to. Often, we carry reasoning rooted in hypocritical piety, superficial Christianity full of pretense and bigotry, and folkloristic religiosity that has nothing to do with the true faith taught by Jesus in the Gospel. We aim to highlight the dynamic nature of the Gospel message, which calls people to maturity, responsibility, and solidarity. True faith does not dissociate itself from human pain and suffering but transforms these conditions into a greater motivation to pray, adore, and praise God. This authentic faith sanctifies His holy name and proclaims His power and glory. "This man welcomes sinners and eats with them" – Jesus, in His freedom, chose to share meals with men considered far from God and enemies of the faith. He is the bridge between God and humanity: the one who connects the divine world with the world marked by sin. "For our sake, He made Him to be sin who knew no sin, so that in Him we might become the righteousness of God." (2 Corinthians 5:21) "He Himself bore our sins in His body on the cross, so that we might die to sin and live to righteousness; by His wounds, you have been healed." (1 Peter 2:24) Prayer Lord Jesus, we praise and thank You for every gift You give us day by day. You, Holy Spirit, are the light that illuminates our minds and warms our hearts, granting us a living and authentic faith. Not a faith bound by sterile and oppressive law, but a faith that liberates and transforms, lifting us from pretense and appearance and leading us to the truth. Jesus, I deeply believe in Your word and Your extraordinary work. You never abandoned humanity wounded by sin, but out of love, You offered Your sacrifice, giving each of us the hope of renewal. Through You, we can leave behind confusion and find the path of hope—the path of those who live as sons and daughters of God. You invite us to walk in this divine sonship, to rediscover the joy of being loved, and to share this joy with the whole world. Holy is Your name, great is Your power, and infinite is Your glory!


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Bisaya Version



"...Ang tanang mga maniningil og buhis ug mga makasasala nagduol kang Jesus aron maminaw Kaniya. Ang mga Pariseo ug mga escriba nagbagulbol, nagaingon, 'Kining tawo gidawat ang mga makasasala ug nagakaon uban kanila.'" (Ebanghelyo ni Lucas 15:1-3) Si Jesus midawat nga maduolan siya sa mga maniningilay og buhis ug mga makasasala. Bisan siya usa ka magtutudlo ug matarong nga tawo, wala niya ipakita ang garbo sa usa ka tawo nga naglingkod sa taas, nga naglikay sa pakigduol sa uban. Pinaagi sa iyang kasingkasing, miduol siya sa mga tao nga labing ubos sa katilingban, nga kasagaran gi-isolate tungod sa ilang kahimtang. Kini nga mga tawo, tungod sa ilang trabaho ug estilo sa kinabuhi, giisip nga dili takus nga makasulod sa templo ug sa balaang lugar. Ang mga otoridad sa templo ug sa administrasyon sa gobyerno nag-label kanila nga mga tawo nga mga kriminal o dili angay nga maduolan (sama sa usa ka sanglahon, hugaw, og dili angayan) kay dili sila makatarunganon sumala sa mga balaod sa unsay gisunod nga moral. Bisan pa sila mga Hudio, ang ilang trabaho mao ang pag serbisyo sa Roman Empire, usa ka militar nga rehimen nga mga pagano nga nag-okupar sa Israel ug nagpasipala (naka cause og impurity sa ilang balaang lugar, kay tungod ang mga Hudyo dili modawat nga mahikapan sila sa mga pagano, kay mawala kuno ang ilang pagka balaanon) sa balaang lugar. Para sa usa ka Hudio nga adunay striktong panghunahuna, dili dawatonon nga ang usa ka dili Hudio makasulod sa templo. Ang ideya nga ang usa ka maestro nga sikat, makahimo sa pagpangayo ug gisunod sa daghang mga tawo, mudawat sa mga imbitasyon gikan sa mga makasasala ug mga maniningil og buhis, kay talagsaon ug dili mapaabot. Ang pag-isip nga higala sa mga makasasala wala magpasipad sa iyang dungog; hinuon, kini usa ka dakong pasidungog alang kang Jesus. Kini mao ang tuyo sa iyang misyon: ang pagdala pagbalik sa mga nahi-layo ug mga makasasala ngadto sa Dios, aron maangkon nila ang kaluwasan. Ang Ebanghelyo naghatag og mga ehemplo niini sama sa parabula sa nawala nga karnero (Lucas 15:4-7) ug sa parabula sa anak nga nawala (Lucas 15:11-32), nga nagpasabot sa kahinungdanon sa pagdawat sa mga makasasala ug ang ilang pagkahiusa pag-usab ngadto sa Dios, nga nagpakita sa kalooy ug gugma sa Amahan para sa tanan nga maghinulsol ug mobalik Kaniya. Ang panghunahuna ni Jesus lahi kaayo sa ipokrito ug baroganan nga panghunahuna sa mga escriba ug Pariseo. Wala siya nahadlok nga mahipatim-os uban sa kaluyahon sa mga tawo; hinuon, siya nagpakig-uban sa kasakit ug kagul-anan aron dalhon ang kaluwasan. Mao nga ang Ebanghelyo kinahanglan basahon uban sa usa ka bag-ong panan-aw, layo gikan sa tradisyonal nga panghunahuna nga puno sa ipokrisya ug karbo. Ang tinuod nga pagtuo wala magbulag sa kasakit sa mga tao kundi kini magbag-o niining kahimtangan ngadto sa mas dako nga rason alang sa pag-ampo, pagsimba, ug pagpasidungog sa Dios. Kini nga tinud-anay nga pagtuo nakapadungog sa Balaang Ngalan sa Dios ug nagapaila sa Iyang gahum ug himaya. "Kining tawo gidawat ang mga makasasala ug nagakaon uban kanila" – Si Jesus, pinaagi sa iyang kagawasan, mipili sa pagpakigkauban sa mga tawo nga giisip nga layo sa Dios ug mga kaaway sa pagtuo. Siya ang tulay taliwala sa Dios ug sa katawhan: ang usa nga naghiusa sa langitnong kalibutan ug sa kalibutan nga adunay sala. "Siya nga wala kaila og sala, gihimo sa Dios nga sala alang kanato, aron kita mahimong pagkamatarung sa Dios diha Kaniya." (2 Corinto 5:21) "Siya mismo nagdala sa atong mga sala diha sa iyang lawas diha sa krus, aron kita mamatay sa sala ug mabuhi sa pagkamatarung; pinaagi sa iyang mga samad, naayo kamo." (1 Pedro 2:24) Pag-ampo Ginoong Jesus, among pagadaygon ug pasalamatan Ka sa matag gasa nga Imong gihatag kanamo matag adlaw. Ikaw, Balaang Espiritu, mao ang kahayag nga nagapalamdag sa among panghuna-huna ug nagapainit sa among kasingkasing, nga naghatag kanamo og buhi ug tinud-anay nga pagtuo. Dili kini usa ka pagtuo nga naandam sa usa ka matig-a ug nagapuga nga balaod, apan usa ka pagtuo nga nagahilway ug nagabag-o, nga nagapalingkawas kanamo gikan sa kaplastikan ug pagtang-tang, ug nagadala kanamo ngadto sa kamatuoran. Jesus, hugot ko nga nagatoo sa Imong pulong ug sa Imong talagsaong buhat. Wala mo gayod gibiyaan ang katawhang napandol tungod sa sala, apan pinaagi sa gugma, imong gihalad ang Imong sakripisyo, nagahatag sa matag usa kanamo og paglaom sa kabag-ohan. Pinaagi Kanimo, mahimo namo talikdan ang kalibog ug makakaplag sa dalan sa paglaom – ang dalan sa mga buhi ingon mga anak nga lalake ug babaye sa Dios. Gihangyo Mo kami nga maglakaw niini nga pagka-anak (sa Amahan Langitnon), aron among mabalik ug mahisab-tan ang kalipay nga mahimong hinigugma, ug ma-ambit kini nga kalipay ngadto sa tibuok kalibutan. Balaan ang Imong Ngalan, dako ang Imong gahum, ug walay kinutuban ang Imong himaya!


Sunday, February 9, 2025

Le letture del 9 febbraio 2025

 


Prima Lettura

Eccomi, manda me!

Dal libro del profeta Isaìa
Is 6,1-2a.3-8
 
Nell’anno in cui morì il re Ozìa, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali. Proclamavano l’uno all’altro, dicendo:
«Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi: «Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti
».
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua colpa
e il tuo peccato è espiato».

Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».

Parola di Dio.
 

Salmo Responsoriale

Dal Sal 137 (138)

R. Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo. R.
 
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza. R.
 
Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore! R.
 
La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani. R.
 

Seconda Lettura

Così predichiamo e così avete creduto.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 15,1-11
 
Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!
A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture
e che fu sepolto
e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture
e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

Parola di Dio.
 
Forma breve:

Così predichiamo e così avete creduto.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 15,3-8.11

Fratelli, a voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture
e che fu sepolto
e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture
e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

Parola di Dio.
 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Venite dietro a me, dice il Signore,
vi farò pescatori di uomini. (Mt 4,19)

Alleluia.

Vangelo

Lasciarono tutto e lo seguirono.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 5,1-11
 
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano
. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Parola del Signore.

 


Invito Adorazione Eucaristica Carismatica

Perché adorazione eucaristica carismatica?  L'adorazione eucaristica carismatica è un incontro vivo e profondo con Gesù nell...