Saturday, December 13, 2025

Salmo 128


SALMO 128 (127)
FELICITÀ DELLA FAMIGLIA BENEDETTA DAL SIGNORE

1 Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.

2 Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

3 La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa.

4 Ecco com'è benedetto
l'uomo che teme il Signore.

5 Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!

6 Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
Pace su Israele!

Riflessione sul Salmo 128

1. La beatitudine del timore di Dio
Il salmo apre con una dichiarazione di felicità: «Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie». Non si tratta di paura, ma di rispetto e fiducia. Il timore di Dio è la consapevolezza che la vita trova senso solo se orientata a Lui. La beatitudine nasce dall’obbedienza e dalla fedeltà.

2. La gioia del lavoro
«Della fatica delle tue mani ti nutrirai». Il lavoro, spesso percepito come peso, diventa benedizione quando è vissuto nella giustizia. Il salmo riconosce la dignità del lavoro umano e lo collega alla felicità: il pane guadagnato con le proprie mani è segno di libertà e di pace.

3. La fecondità della famiglia
La sposa è descritta come vite feconda, i figli come virgulti d’ulivo. Sono immagini di vita, di crescita, di speranza. La famiglia, vissuta nella fede, diventa luogo di benedizione, di comunione e di trasmissione della fede alle nuove generazioni.

4. La benedizione di Sion
Il salmo invoca la benedizione da Sion, cioè dal cuore della presenza di Dio. La felicità della famiglia non è isolata, ma inserita nella comunità del popolo di Dio. La pace personale si riflette nella pace di Israele, segno di armonia tra vita privata e vita comunitaria.

5. La prospettiva della generazione
«Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!». La benedizione si prolunga nel tempo: la fede vissuta oggi diventa eredità per domani. La promessa di Dio non si ferma a un individuo, ma si estende alle generazioni, creando continuità e speranza.

Il Salmo 128 ci invita a:  
- vivere il timore di Dio come fiducia e obbedienza;  
- riconoscere il lavoro come dono e dignità;  
- custodire la famiglia come luogo di amore e fecondità;  
- inserirci nella comunità come parte di un popolo benedetto;  
- trasmettere la fede alle nuove generazioni come eredità di speranza.

Tuesday, December 9, 2025

Adorazione Carismatica 11 dicembre 2025






Benedetto sei Tu, Signore, presente nell’Eucaristia.

Gesù, Figlio di Dio, nato dal grembo di Maria,

Tu sei qui, ora, in mezzo a noi,

come Amore che abita dentro di noi.

Tu vieni a nutrirci, a offrirti per noi,

affinché siamo salvi.

A Te la lode, a Te la gloria,

nei secoli dei secoli. Amen


Invocazione allo Spirito Santo per la guarigione

Spirito Santo, fuoco d’amore del Padre,
scendi su di me con la tua potenza,
rompi ogni catena che mi opprime,
liberami da ogni angoscia, da ogni tenebra,
da ogni spirito di paura, di tristezza, di confusione.

Tu che sei luce che non tramonta,
illumina le profondità del mio cuore,
guarisci le ferite nascoste,
rinnova in me la gioia della vita,
la pace che viene da Dio,
la libertà dei figli del Regno.

Spirito Santo, soffio di vita,
purifica la mia mente da ogni pensiero che non viene da Te,
rinnova il mio corpo, la mia anima, il mio spirito.
Fa’ che io cammini nella verità,
che io viva nella grazia,
che io respiri la tua presenza.

Per l’intercessione di Maria Santissima,
Vergine fedele e Madre della Chiesa,
ottienimi la grazia della guarigione,
la liberazione da ogni male,
la protezione contro ogni insidia del maligno.

Spirito Santo, vieni!
Vieni con i tuoi doni,
vieni con la tua consolazione,
vieni con la tua forza.
Rendi nuova la mia vita,
e fa’ che io sia segno della tua presenza nel mondo.

Amen.


Preghiere di San Luigi Maria de Montfort

Totus Tuus

Dal Trattato della vera devozione alla Santa Vergine:

“Totus tuus ego sum, et omnia mea tua sunt. Accipio te in mea omnia. Praebe mihi cor tuum, Maria.”

(Io sono tutto tuo, e tutto ciò che è mio è tuo. Ti accolgo come ogni mio bene. Donami il tuo cuore, o Maria.)


1 Lettore :

Preghiera di Consacrazione a Gesù per Maria

“O Gesù vivente in Maria, vieni e vivi in noi, nel tuo Spirito di santità, nella pienezza della tua potenza, nella perfezione delle tue vie, nella verità delle tue virtù, nella comunione dei tuoi misteri. Dominaci su ogni potere nemico, nella tua Spirito a gloria del Padre.”



2 Lettore

Invocazione missionaria

“O grande apostolo del regno di Gesù per Maria, tu che insegnasti come segreto di santità la via soave e perfetta di Maria, ottieni anche a noi la grazia di comprendere e praticare la vera devozione alla Madonna, affinché guidati dalla nostra Celeste Madre possiamo crescere nella virtù e nella fede per raggiungere la salvezza.”


3 Lettore

Nota spirituale

San Luigi de Montfort insisteva che la vera devozione a Maria non è un fine in sé, ma un cammino sicuro e rapido verso Cristo. La sua spiritualità si riassume nel motto Totus Tuus, che sarà poi ripreso da San Giovanni Paolo II come programma di vita.


Preghiera di liberazione con Maria

Tutti insieme

O Maria, Madre di Gesù e prima discepola del Vangelo,

tu che hai accolto la Parola e l’hai custodita nel cuore,

intercedi per noi presso tuo Figlio.

Stendi il tuo manto di protezione su quanti sono oppressi,

liberali dalle catene del male, dalle paure e dalle tentazioni.

Tu che sei la Donna vestita di sole,

schiaccia con la tua umiltà il nemico dell’anima

e donaci la pace che viene da Cristo.

O Madre tenera e forte,

insegnaci a pregare con fiducia,

a credere anche nelle prove,

a sperare contro ogni speranza.

Fa’ che il tuo Figlio Gesù,

nostra luce e nostra salvezza,

ci liberi da ogni male

e ci renda testimoni del suo amore.

Per la tua intercessione,

ottienici la consolazione e la liberazione

da ogni sofferenza e dolore.

Amen.



Invochiamo l’intercessione di Maria, Madre del nostro Signore e Salvatore, per mezzo del quale siamo tutti redenti. A ogni nostra supplica rispondete. "Prega per noi"

Titoli di Maria in riferimento a Gesù

In rapporto alla sua maternità

  • Madre di Dio (Theotokos), che hai dato la carne al Figlio eterno, prega per noi.
  • Madre del Salvatore, prega per noi.
  • Madre di Emmanuele, Dio con noi, prega per noi.
  • Madre di Colui che diventa per noi pane della vita, prega per noi.
  • Madre di Colui il cui sangue è stato versato per la salvezza e la guarigione da ogni male, prega per noi.
  • Madre del Verbo incarnato, la Parola fatta carne venuta in mezzo a noi, prega per noi.
  • Madre di Colui che è nato a Betlemme per compiere le parole dei profeti, prega per noi.
  • Madre della Chiesa, che generando Cristo hai generato anche il suo Corpo mistico, prega per noi.
  • Madre del Buon Consiglio, guida verso la sapienza di Cristo, prega per noi.

In rapporto alla sua sequela

  • Prima discepola – la prima a credere e a seguire Gesù
  • Donna dell’ascolto – colei che ha custodito la Parola nel cuore
  • Serva del Signore – che ha detto “fiat” al progetto di Dio
  • Compagna del Figlio – presente nella sua missione fino alla croce
  • Donna vestita di sole nell’Apocalisse
  • Donna che ha schiacciato la testa del serpente antico
  • Donna che ha riscattato la colpa della prima donna

In rapporto alla sua missione salvifica

  • Nuova Eva – associata al nuovo Adamo nella vittoria sul peccato.
  • Mediatrice di grazia – che conduce i fedeli a Cristo.
  • Regina degli Apostoli – perché ha sostenuto la nascita della Chiesa.
  • Madre della Misericordia – riflesso della compassione di Gesù.

In rapporto alla gloria di Cristo

  • Assunta in cielo – partecipe della risurrezione del Figlio.
  • Regina del cielo e della terra – coronata accanto al Figlio glorioso.
  • Stella del mattino – che annuncia la luce di Cristo.
  • Trono della Sapienza – perché ha portato in sé il Verbo eterno.

Preghiera a Maria, Madre di Gesù
Maria, tu che sei piena di grazia,
Madre annunciata e prefigurata in tutta la Sacra Scrittura,
per la tua intercessione fa’ che ogni uomo e ogni donna,
in Cristo Gesù, abbia la vita piena,
la guarigione da ogni infermità
e la liberazione da ogni male.

Intercedi per noi, o Madre,
perché Gesù regni su tutti noi
e il suo Santo Spirito ci assista,
come nel Cenacolo della prima Pentecoste,
quando i discepoli furono ricolmati di forza e di luce.

A te ci affidiamo, o Vergine fedele,
perché ci conduci sempre al tuo Figlio,
nostra salvezza e nostra pace.
Amen.

Lettura del Vangelo / Insegnamento



Preghiera a Maria Santissima Immacolata


Guida

Maria Santissima, Immacolata,  

Madre tutta adombrata dallo Spirito Santo,  

a Te ci rivolgiamo con fiducia filiale.  


Tu che sei rifugio e consolatrice degli afflitti,  

volgi il tuo sguardo materno su coloro che vivono in vessazioni e angosce,  

attaccati da ogni forma di ipocrisia e cattiveria, di malignità e di minacce.  

Intercedi presso il tuo Figlio Gesù,  

perché chi è oppresso trovi sollievo,  

chi è perseguitato trovi protezione,  

chi è angosciato trovi pace.  


Tutti insieme:

O Madre, tu che hai schiacciato il serpente antico,  

il drago dalle sette teste con la tua umiltà,  

difendi i tuoi figli dalle insidie del maligno,  

dal principe dell’inganno e da ogni manipolazione,  

da ogni peccato di superbia, vanagloria, narcisismo ed egoismo.  

Fa’ che lo Spirito Santo risplenda nei cuori,  

illumini le menti e rafforzi la speranza, perché possiamo davvero sentire il dispiacere dei peccati commessi e nella luce della verità del tuo Figlio Gesù nostro Salvatore possiamo riconciliarci e sradicare il potere di Satana nella sua menzogna di creare in noi falsità e il senso di vergogna piuttosto della verità della compassione e misericordia.  


Guida

Nel deserto delle prove sii tu la fonte di consolazione e di armonia;  

nelle notti della paura sii tu la stella luminosa,  

la stella polare che splende nella notte di tempesta;  

nelle lacrime della sofferenza sii tu la Madre che asciuga e conforta.  


Maria Immacolata,  

accompagnaci e sostienici,  

educa i nostri cuori all’attesa vigilante,  

preparaci all’incontro con il Salvatore che viene.  

Maranathà! in questo Avvento della sua seconda venuta.  

Fa’ che la nostra fede diventi forte,  

la nostra speranza viva,  

la nostra carità operosa.  


Tutti:

A Te ci affidiamo, Madre dolcissima,  

e con Te invochiamo:  

“Vieni, Signore Gesù,  

porta pace e serenità a chi soffre,  

e dona al mondo la gioia della tua presenza.”  


Amen.





Preghiera di liberazione e consolazione Spirito Santo, fuoco d’amore, vieni a visitare il mio cuore afflitto, liberami da ogni tristezza che opprime, da ogni oscurità che mi allontana dalla luce. Tu che sei consolatore perfetto, soffia su di me il tuo respiro di pace, e sciogli ogni nodo che mi trattiene nel dolore.

Per l’intercessione di Maria Santissima, Immacolata e fedele, ti supplico: rompi ogni legame di maleficio, ogni parola malvagia pronunciata contro di me, ogni pensiero che non viene da Dio. Purifica la mia mente, il mio corpo e il mio spirito, e rivestimi della tua luce.

Maria, Madre della Misericordia, tu che hai schiacciato il serpente con il tuo “sì”, intercedi per me presso il tuo Figlio, affinché la sua Croce sia il mio rifugio, la sua Risurrezione la mia speranza, la sua presenza la mia forza.

Spirito Santo, vieni! Rinnova in me la gioia della salvezza, guarisci le ferite del cuore, e rendimi libero per amare, per servire, per lodare il Dio vivente. Amen.

Monday, December 1, 2025

Vigilanza



Vigilanza come Attenzione

1. Consapevolezza di sé  
La vigilanza nasce dall’attenzione al proprio cuore. Essere consapevoli di sé significa riconoscere i propri pensieri, emozioni e fragilità senza esserne dominati. È il primo passo per evitare di cadere nella trappola dell’istinto. Chi vigila su sé stesso impara a distinguere ciò che viene dalla luce e ciò che nasce dall’ombra.  

2. Accettazione di sé  
La vigilanza non è rigidità, ma equilibrio. Accettare sé stessi significa non negare i propri limiti, ma riconoscerli come parte del cammino. L’accettazione libera dall’ansia di perfezione e permette di vivere con umiltà. Vigilare significa anche non giudicarsi con durezza, ma accogliere la propria verità per poterla trasformare.  

3. Fede in Dio  
La vigilanza trova la sua forza nella fede. Non basta guardarsi dentro; occorre affidarsi a Dio, che scruta i cuori e dona la grazia. La fede rende la vigilanza non un esercizio di controllo, ma un atto di fiducia: sapere che Dio è presente e che la sua luce guida ogni passo.  

4. La vigilanza come attenzione  
Essere attenti significa vivere ogni istante con presenza. Non lasciarsi distrarre da ciò che è superficiale, ma dare importanza a ciò che conta davvero: l’amore, la verità e la giustizia. La vigilanza è un atteggiamento continuo di attenzione, che ordina le cose e le persone secondo il loro giusto valore.  



Preghiera meditativa

Signore, donami la grazia della vigilanza:
che io sappia riconoscere me stesso,
accettare i miei limiti
e affidarmi alla tua luce.

Fa’ che la mia attenzione
non si perda nelle illusioni,
ma resti fissa su ciò che è vero,
su ciò che conduce alla vita.

Che ogni istante sia vissuto
con consapevolezza, libertà e fede,
perché il mio cuore resti desto
nell’attesa del tuo Regno.
Amen.


Prayer of Vigilance 

Lord of life and truth,
teach me to watch over myself,
to avoid falling into the trap of instinct
that drags me away from your light.

Grant me a free and pure heart,
able to discern what is good
and to always choose the path of love.
Do not let me be seduced
by illusions of power or possession,
but help me seek your will
in every moment of my day.

Make me attentive to my thoughts,
vigilant in my words,
responsible in my actions.
Let every relationship be guarded
in the light of your Spirit,
and may I respect
the dignity of every person I meet.

When everything seems to go wrong,
remind me that You are the Lord of history,
that nothing escapes your gaze
and that every trial can become
a seed of new life.
Give me the strength to rise again,
the patience to wait,
the hope to begin anew.

And when the hour of my end comes,
or the sunset of a relationship, a commitment, or a work,
help me to accept it with freedom,
recognizing that everything is gift
and that everything returns to You.
Then, before your face,
the only song that will come from my lips
will be my humble and sincere Hallelujah.
Amen.

Sunday, November 23, 2025

Gratitudine e redenzione


Chi è ingrato non sa riconoscere il bene ricevuto e finisce per procurare la propria disgrazia non come punizione diretta di Dio, ma come conseguenza della superbia di chi si pensa più fortunato degli altri. L’ingratitudine è una cecità del cuore: non vede la mano che dona, non riconosce la grazia che sostiene, non accoglie la misericordia che salva.  

La Scrittura ci mostra che l’uomo che dimentica il bene ricevuto si allontana dalla fonte della vita. Israele, nel deserto, “dimenticò le opere di Dio e le meraviglie che aveva mostrato” (Salmo 78,11), e questo lo condusse alla ribellione e alla perdita della pace. L’ingratitudine diventa così un seme di rovina, perché chi non ringrazia si chiude in sé stesso e cade nell’illusione di bastare a sé.  

Gesù stesso ci offre un esempio chiaro quando guarisce i dieci lebbrosi: solo uno torna indietro per ringraziarlo, e il Signore gli dice “la tua fede ti ha salvato” (Luca 17,19). Non è la guarigione esteriore che basta, ma il riconoscimento interiore del dono ricevuto. Chi non ringrazia resta incompleto, perché non entra nella relazione viva con Dio.  

La superbia dell’ingrato lo porta a pensarsi superiore, come se la fortuna fosse frutto delle proprie mani. Ma la Parola ammonisce: “Che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti vanti come se non l’avessi ricevuto?” (1 Corinzi 4,7). L’ingratitudine è dunque una menzogna che genera solitudine e caduta, mentre la gratitudine è verità che apre alla gioia e alla comunione.  

Il cuore grato riconosce che ogni bene viene dall’alto, “dal Padre della luce, presso il quale non c’è variazione né ombra di cambiamento” (Giacomo 1,17). La gratitudine diventa allora la via della sapienza: chi ringrazia si mantiene umile, chi ringrazia custodisce la pace, chi ringrazia si apre alla speranza.  

In conclusione, l’ingratitudine non è un semplice difetto, ma una scelta che porta alla rovina, perché chi non riconosce il bene ricevuto si priva della sua stessa radice. La gratitudine, invece, è la forza che trasforma la vita: “In ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (1 Tessalonicesi 5,18).  

Friday, October 31, 2025

Per riconoscere e rifiutare ogni forma di superstizione


English version down below



Fratelli e sorelle,

in un tempo in cui molti cercano risposte nel mistero, nella paura o nell’occulto,

noi siamo convocati dalla Parola di Dio a contemplare la verità che libera:

Gesù Cristo ha pieno potere su ogni spirito impuro, su ogni tenebra, su ogni inganno.

Non siamo soli nel combattimento spirituale.

Il Signore ci ha donato la sua grazia, la sua Chiesa, il suo Spirito,

perché nessuna forza del male possa prevalere su chi si rifugia in Lui.

Oggi vogliamo riflettere con cuore aperto e mente lucida

sul significato autentico dell’esorcismo cristiano,

sul discernimento necessario per riconoscere e rifiutare ogni forma di superstizione,

e sulla chiamata a vivere nella libertà dei figli di Dio.

Non c’è incantesimo, maleficio o spirito di menzogna

che possa resistere alla luce del Cristo risorto
.

E non c’è paura che non possa essere vinta dalla sua pace.

Lasciamoci guidare dalla Scrittura, dalla sapienza della Chiesa,

e dalla testimonianza dei santi, per comprendere come vivere liberi, vigilanti e radicati nella verità.



Gesù e il potere sugli spiriti impuri

Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti impuri e di guarire ogni sorta di malattie e infermità.” (Matteo 10,1)

Questo versetto mostra chiaramente che Gesù ha autorità assoluta sugli spiriti impuri e che tale potere è stato trasmesso ai suoi discepoli per liberare e guarire. Anche in Marco 6,7-13, i Dodici vengono inviati “a due a due” con il potere di scacciare i demòni e guarire gli infermi.

L’esorcismo cristiano: verità e prudenza
L’esorcismo è un rito ufficiale della Chiesa cattolica, praticato solo da sacerdoti autorizzati dal vescovo. È un atto liturgico che invoca la potenza di Cristo per liberare una persona da un’influenza demoniaca.
La preghiera di liberazione, invece, può essere recitata da ogni fedele. Non contiene comandi diretti al demonio, ma suppliche a Dio per la protezione e la guarigione.
Il Rituale Romano riconosce l’esistenza di malefici e possessioni, ma richiede discernimento e preparazione spirituale per affrontarli.
Il potere dell’esorcismo non risiede nel rito in sé, ma nella grazia di Cristo e nella fede della Chiesa. È sempre un atto di carità e di intercessione, mai di spettacolo o improvvisazione.

Superstizione: una deviazione dalla fede

La superstizione è considerata un peccato contro il primo comandamento, perché attribuisce poteri a oggetti, gesti o riti che non provengono da Di


La fede cristiana si fonda sulla fiducia in Dio, non sul controllo del futuro attraverso riti o oggetti. La superstizione nasce spesso dalla paura, ma la fede autentica genera pace e libertà.

La vera protezione

Gesù è il Signore della vita e della morte, della luce e delle tenebre.
Chi si affida a Lui non ha nulla da temere.
La Chiesa ci offre la preghiera, i sacramenti, il discernimento e la comunione dei santi come strumenti autentici di liberazione.



Viviamo in un tempo in cui molti cuori, feriti o disorientati, cercano risposte nel mistero, nel potere, nel controllo.

E quando l’amore di Gesù viene ignorato, dimenticato o frainteso,

la curiosità verso il mondo della magia, della scaramanzia e delle pratiche occulte trova spazio.

Non è sempre malizia: spesso è paura, solitudine, desiderio di protezione.

Ma il cuore umano, creato per la verità e per la comunione,

non può essere saziato da amuleti, formule, rituali privi di grazia.

La magia promette potere, ma non dona pace.

La scaramanzia illude di proteggere, ma non guarisce.

Lo spiritismo affascina, ma non salva.


Solo l’amore di Gesù, rivelato nella croce e nella risurrezione,

ha il potere di liberare, guarire, illuminare.

Solo la sua misericordia può spezzare le catene invisibili

che legano l’anima alla paura, all’inganno, alla dipendenza.

Oggi siamo chiamati a riscoprire la bellezza della fede,

la forza della preghiera,

la verità che libera.

Non per condannare chi cerca nel buio,

ma per testimoniare la luce che abbiamo incontrato.


Preghiera

Signore Gesù Cristo,
Tu sei il Figlio del Dio vivente,
venuto per distruggere le opere del maligno
e liberare ogni creatura dalla schiavitù del peccato, della paura e dell’inganno.

Nel tuo nome santo,
ti invochiamo con cuore contrito e fiducioso:
liberaci da ogni oppressione spirituale,
da ogni turbamento interiore,
da ogni spirito impuro che ci confonde o ci tenta.

Guarisci, Signore, le ferite della mente e del cuore,
le malattie psicologiche che ci affaticano,
le solitudini che ci isolano,
le agitazioni che ci spingono all’aggressività e all’odio.

Rendici liberi da ogni curiosità verso la magia,
da ogni legame con la scaramanzia,
da ogni fiducia riposta in oggetti, riti o parole che non vengono da te.
Fa’ che il nostro cuore non cerchi potere, ma comunione;
non controllo, ma abbandono fiducioso nella tua volontà.

Tu solo sei la Via, la Verità e la Vita.
Tu solo hai il potere di comandare agli spiriti impuri,
di calmare le tempeste,
di spezzare le catene invisibili che ci imprigionano.

Nel tuo nome, Gesù,
rinunciamo a ogni forma di superstizione,
a ogni spirito di menzogna,
a ogni paura che ci allontana dalla tua pace.

Rivestici della tua luce,
circondaci con la tua grazia,
donaci discernimento, dominio di sé e pace profonda.

Manda su di noi il tuo Spirito Santo,
Spirito di verità, di libertà, di consolazione.
Fa’ che la nostra fede cresca ogni giorno,
che il nostro cuore si apra alla tua tenerezza,
che la nostra vita sia testimonianza per chi cerca speranza.

Maria, Madre della misericordia,
intercedi per noi.
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta.
Santi e sante di Dio, accompagnateci nel cammino.

A te, Signore Gesù,
la nostra lode,
la nostra fiducia,
la nostra vita.

Amen.


English version




Reflection and Prayer: Christ, Light Against Darkness

Brothers and sisters,

In a time when many seek answers in mystery, fear, or the occult,
we are summoned by the Word of God to contemplate the truth that sets us free:
Jesus Christ has full power over every impure spirit, every darkness, every deception.

We are not alone in the spiritual battle.
The Lord has given us His grace, His Church, His Spirit,
so that no force of evil may prevail over those who take refuge in Him.

Today we want to reflect with open hearts and clear minds
on the true meaning of Christian exorcism,
on the discernment needed to recognize and reject every form of superstition,
and on the call to live in the freedom of the children of God.


There is no spell, curse, or spirit of falsehood
that can resist the light of the risen Christ.
And there is no fear that cannot be overcome by His peace
.

Let us be guided by Scripture, by the wisdom of the Church,
and by the testimony of the saints,
to understand how to live free, vigilant, and rooted in truth.



Jesus and His Power Over Impure Spirits

“Jesus called his twelve disciples to him and gave them authority to drive out impure spirits and to heal every disease and sickness.” (Matthew 10:1)

This verse clearly shows that Jesus has absolute authority over impure spirits,
and that this power was entrusted to His disciples to liberate and heal.
Also in Mark 6:7–13, the Twelve are sent out “two by two” with the power to cast out demons and heal the sick.


Christian Exorcism: Truth and Prudence

Exorcism is an official rite of the Catholic Church,
performed only by priests authorized by the bishop
.
It is a liturgical act that invokes the power of Christ
to free a person from demonic influence.

The prayer of deliverance, however, may be prayed by any believer.
It does not contain direct commands to the devil,
but rather supplications to God for protection and healing
.

The Roman Ritual acknowledges the existence of curses and possessions,
but requires discernment and spiritual preparation to address them.

The power of exorcism does not lie in the rite itself,
but in the grace of Christ and the faith of the Church.
It is always an act of charity and intercession, never of spectacle or improvisation.

Superstition: A Deviation from Faith

Superstition is considered a sin against the first commandment,
because it attributes power to objects, gestures, or rituals that do not come from God.

Christian faith is founded on trust in God,
not on controlling the future through rituals or objects.
Superstition often arises from fear,
but authentic faith generates peace and freedom.


True Protection

Jesus is Lord of life and death, of light and darkness.
Whoever entrusts themselves to Him has nothing to fear.
The Church offers us prayer, the sacraments, discernment,
and the communion of saints as true instruments of liberation.


When Love Is Ignored, Fear Seduces

We live in a time when many hearts, wounded or disoriented,
seek answers in mystery, power, or control.

And when the love of Jesus is ignored, forgotten, or misunderstood,
curiosity toward magic, superstition, and occult practices finds space.

It is not always malice—often it is fear, loneliness, or a desire for protection.
But the human heart, created for truth and communion,
cannot be satisfied by amulets, formulas, or rituals devoid of grace.

Magic promises power, but does not give peace.
Superstition pretends to protect, but does not heal.
Spiritism fascinates, but does not save.


Only the love of Jesus, revealed in the cross and resurrection,
has the power to liberate, heal, and enlighten.
Only His mercy can break the invisible chains
that bind the soul to fear, deception, and dependency.

Today we are called to rediscover the beauty of faith,
the strength of prayer,
the truth that sets us free.

Not to condemn those who search in darkness,
but to bear witness to the light we have encountered
.


Prayer of Deliverance

Lord Jesus Christ,
You are the Son of the living God,
come to destroy the works of the evil one
and to free every creature from the slavery of sin, fear, and deception.

In Your holy name,
we call upon You with contrite and trusting hearts:
free us from every spiritual oppression,
from every inner turmoil,
from every impure spirit that confuses or tempts us.

Heal, Lord, the wounds of the mind and heart,
the psychological afflictions that weigh us down,
the loneliness that isolates us,
the agitation that drives us to aggression and hatred.

Make us free from all curiosity toward magic,
from every bond with superstition,

from every trust placed in objects, rituals, or words that do not come from You.
Let our hearts seek not power, but communion;
not control, but trusting surrender to Your will.

You alone are the Way, the Truth, and the Life.
You alone have the power to command impure spirits,
to calm the storms,
to break the invisible chains that imprison us.

In Your name, Jesus,
we renounce every form of superstition,
every spirit of falsehood,
every fear that distances us from Your peace.

Clothe us in Your light,
surround us with Your grace,
grant us discernment, self-control, and deep peace.

Send upon us Your Holy Spirit,
Spirit of truth, of freedom, of consolation.
May our faith grow each day,
may our hearts open to Your tenderness,
may our lives bear witness to those who seek hope.

Mary, Mother of Mercy,
intercede for us.
Saint Michael the Archangel, defend us in battle.
Holy men and women of God, accompany us on the journey.

To You, Lord Jesus,
our praise,
our trust,
our life.

Amen.

Adorazione Eucaristica - Cimitero Sora, 2 nov. 2025 ore 15.00










Guida (o celebrante):
Signore Gesù, tu sei con noi e per noi.
Tu sei presente in mezzo a noi, nel Santissimo Sacramento dell’altare.
In questo tempo santo, vogliamo aprirti il nostro cuore,
invocando il tuo Spirito,
perché possiamo lodarti e adorarti come Mosè davanti al roveto ardente,
come Elia, che ti ha ascoltato nel sussurro del vento leggero.

(Breve silenzio – 10 secondi)

Desideriamo fermarci, Signore,
in questo attimo sul monte santo,
e contemplare la tua meraviglia.

Tu sei il sostegno del misero,
rifugio del povero nella sua angoscia,
riparo dalla tempesta,
ombra contro il caldo.

Tu, Signore degli eserciti,
prepari per tutti i popoli un banchetto di grasse vivande,
di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati.

Tu strapperai il velo che copriva la faccia di tutti i popoli,
eliminerai la morte per sempre,
e asciugherai le lacrime su ogni volto.

(Breve silenzio – 10 secondi)

Preghiera Insieme - Alterniamo le voci tra guida e assemblea.

Ti adoriamo, Signore Gesù.
Tu sei la nostra speranza, la nostra pace, la nostra gioia.
Tu sei qui. E noi siamo tuoi.

Nel silenzio del cuore ti riconosciamo presente.
Nel pane consacrato ti contempliamo vivo.
Nel nostro cammino ferito ti accogliamo come luce.

Tu sei il Dio vicino,
il Dio che si china,
il Dio che non abbandona.

Tu sei rifugio nella tempesta,
ombra nel deserto,
carezza nella solitudine.

Vieni, Spirito Santo,
apri in noi la porta della lode.
Fa’ che ogni respiro sia adorazione,
ogni pensiero offerta,
ogni attesa incontro.

Siamo qui, Signore,
come Mosè davanti al roveto,
come Elia sul monte,
come i discepoli nel cenacolo.

Siamo qui per dirti:
Tu sei il Santo,
Tu sei il Vivente,
Tu sei il nostro tutto.

Resta con noi, Signore Gesù.
Resta nel nostro cuore, nei nostri pensieri,
nel ricordo dei nostri defunti,
che hanno segnato la nostra vita e quella delle nostre famiglie.

Amen.

Canto: T’adoriamo Ostia divina



Lettura del vangelo 

(Un lettore) Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 6,37-40)
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno». 



Riflessione: (Un lettore)   In queste parole di Gesù, risuona una promessa che consola, sostiene e illumina:
“Colui che viene a me, io non lo caccerò fuori.”

Non c’è condizione, non c’è esclusione, non c’è distanza che possa impedire a Dio di accogliere chi si avvicina a Lui con cuore sincero.
Gesù non respinge, non giudica, non chiude la porta.
Accoglie. Sempre.

E ci rivela il cuore del Padre:
“Che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato.”
Dio non vuole perdere nessuno.
Il suo amore è più forte della nostra fragilità, più tenace delle nostre cadute, più fedele delle nostre paure.

In questo brano, Gesù ci parla anche della risurrezione:
non come un’idea lontana, ma come una certezza radicata nella sua volontà di salvezza.
“Io lo risusciterò nell’ultimo giorno.”
È la promessa che ci accompagna nel lutto, nella separazione, nella morte.
È la speranza che ci permette di guardare oltre il dolore, oltre la tomba, oltre il tempo.

Chi vede il Figlio e crede in Lui ha già in sé la vita eterna.
Non solo una vita che non finisce, ma una vita piena, trasformata, abitata da Dio.

E allora, oggi, possiamo riposare in questa parola:
nessuno è perduto, nessuno è dimenticato, nessuno è escluso.
Tutto ciò che il Padre ha dato a Gesù, Egli lo custodisce, lo salva, lo risuscita.

Anche noi. Anche i nostri cari. Anche chi oggi piange, spera, crede.



Canto: Signore sei tu il mio pastore



Guida:
Signore Gesù, tu sei disceso dal cielo per compiere la volontà del Padre. Tu non respingi chi viene a te. Tu custodisci ogni vita affidata al tuo amore. Tu risusciterai nell’ultimo giorno coloro che credono in te. Con cuore fiducioso, (lentamente) ti invochiamo:

Assemblea (ripete): 
Signore, tu sei la Vita che non muore.
Tu che accogli ogni cuore che si avvicina a te,
Signore, tu sei la Vita che non muore.
Tu che non cacci fuori chi ti cerca con sincerità,
Signore, tu sei la Vita che non muore.
Tu che non perdi nulla di quanto il Padre ti ha affidato,
Signore, tu sei la Vita che non muore.
Tu che risusciti nell’ultimo giorno chi crede in te,
Signore, tu sei la Vita che non muore.
Tu che asciughi le lacrime su ogni volto,
Signore, tu sei la Vita che non muore.
Tu che elimini la morte per sempre,
Signore, tu sei la Vita che non muore.
Tu che prepari per tutti i popoli un banchetto di gioia,
Signore, tu sei la Vita che non muore.
Tu che sei rifugio nella tempesta e ombra nel deserto,
Signore, tu sei la Vita che non muore.
Tu che ci doni il tuo Spirito per lodarti e adorarti,
Signore, tu sei la Vita che non muore.
Tu che ci chiami a contemplarti nel pane consacrato,
Signore, tu sei la Vita che non muore.
Tu che accogli i nostri defunti nella tua luce,
Signore, tu sei la Vita che non muore.
Tu che ci doni la vita eterna nel tuo amore,
Signore, tu sei la Vita che non muore.

Guida (conclude):
Signore Gesù, tu sei qui. Tu sei con noi e per noi. Nel tuo cuore troviamo rifugio, speranza e salvezza. A te la lode, la gloria e l’adorazione, ora e sempre. Amen.

Canto: Purificami o Signore

Preghiera tutti insieme (sottovoce)

Signore Gesù,

ti lodiamo per il merito delle tue sante piaghe,

segni d’amore eterno, ferite che guariscono il mondo.

Ti lodiamo per il tuo corpo donato,

cibo di vita eterna, pane disceso dal cielo per la salvezza di tutti.

Ti lodiamo per il tuo preziosissimo sangue,

versato per la remissione dei peccati,

fonte di purificazione, fiume di misericordia che scorre fino all’eternità.

Ti lodiamo, Signore,

perché nella tua passione hai abbracciato ogni dolore,

nella tua morte hai vinto la nostra morte,

nella tua risurrezione hai aperto le porte della vita.

Ti lodiamo per ogni anima che hai redento,

per ogni defunto che hai accolto nella tua luce,

per ogni cuore che nel purgatorio attende la pienezza della tua gloria.

Per il merito della tua croce,

per la potenza del tuo amore,

per la fedeltà della tua promessa,

ti eleviamo la nostra lode,

ti offriamo il nostro suffragio,

ti affidiamo i nostri cari defunti.

Cancella ogni traccia di peccato, Signore,

e perdona per il merito della tua morte e risurrezione.

Purifica le anime nel tuo sangue,

conduci alla visione eterna chi ha sperato in te,

rendi partecipi della tua gloria coloro che ti hanno amato nella prova.

Tu sei il Redentore,

tu sei il Vivente,

tu sei il Santo.

A te la lode,

a te la gloria,

a te l’adorazione,

ora e nei secoli dei secoli.

Amen.



Guida:  E ora, con cuore fiducioso e voce unanime, eleviamo al Padre la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato. In essa si raccoglie il nostro desiderio di comunione, di perdono, di speranza.

In essa si uniscono i vivi e i defunti, la Chiesa pellegrina e quella gloriosa.

Preghiamo insieme: Padre nostro…



Canzone: Resta con noi Signore la sera

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. R. Amen.



Canzone: Tantum ergo sacramentum



Dio sia benedetto

Benedetto il Suo Santo Nome

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo

Benedetto il nome di Gesù

Benedetto il Suo Sacratissimo Cuore

Benedetto il Suo preziosissimo Sangue

Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell'altare

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito

Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima

Benedetta la Sua Santa e Immacolata Concezione

Benedetta la Sua gloriosa Assunzione

Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre

Benedetto San Giuseppe Suo castissimo sposo

Benedetto Dio nei Suoi angeli e nei Suoi santi



Adorazione Carismatica Sora 16 ottobre 2025


Preghiera di lode e di adorazione 16 ottobre 2025, 3° giovedì del mese

Signore Gesù,
noi siamo qui davanti a Te,
in questo segno della nostra fede,
chiamati a stare con Te, a rimanere con Te, a restare con Te.


Desideriamo portarti tutto ciò che ci ostacola nella pace e nella serenità.
Come Naaman che raggiunse Eliseo, anche noi abbiamo bisogno di essere guariti e purificati da Te,
dentro e fuori il nostro corpo.


Manifesta, Signore, la Tua potenza guaritrice sulla nostra vita,
là dove, in qualche angolo, siamo oppressi da negatività:
da opere di scongiuro e di magia,
da persone coinvolte in pratiche occulte,
da chi esercita il mestiere di chiaroveggente,
da chi manipola relazioni, combina o scombina matrimoni,
prepara filtri amorosi o lancia maledizioni sulla vita affettiva ed emotiva,
da chi opera spiritismi sul lavoro per generare sventure.


In questi ultimi sessanta minuti,
desideriamo che il Tuo Santo Spirito sia su di noi,
per guidarci nella preghiera,
affinché possiamo entrare nell’intimità con Te.


Invochiamo il Tuo Santo Spirito,
perché possiamo sentire davvero la cognizione, la consapevolezza,
la conoscenza profonda di essere amati da Te.


Questo amore ci porta guarigione e liberazione:
è un amore che perdona, che ristora,
che rinnova il nostro cuore e la nostra anima,
e ci libera da ogni sottomissione al male.


Gesù, vieni.
Vieni nei nostri pensieri, nei nostri sentimenti.
Che il Tuo Santo Spirito sia con noi, dentro di noi, per noi,
per sciogliere ogni pesantezza, ogni pensiero che ora attraversa la nostra mente e ci disturba.


Signore Gesù, invochiamo il Tuo Santo Spirito:
difendici in questo momento,
allontanaci da ogni tentazione,
da ogni rumore che possa disturbare la preghiera,
da ogni visione che non giova alla nostra intimità con Te,
che ci fa vedere solo cose storte.


Fa’ scendere su di noi la grazia del nostro Battesimo.
Fa’ scorrere su di noi, Signore, la grazia battesimale,
che ora ci aiuti a ricevere un rinnovamento,
una liberazione da ogni infiltrazione,
da ogni vessazione del maligno,
che possa distorcere la nostra mente, il nostro cuore, i nostri sensi.



Canzone


La preghiera carismatica è importante perché ci apre alla guida dello Spirito Santo.
È un tempo in cui non siamo noi a dirigere, ma lasciamo che sia lo Spirito a condurci, a parlare, a illuminare le zone d’ombra dentro di noi.
Solo lo Spirito Santo può donarci quella luce capace di penetrare le profondità del cuore, dove spesso si nascondono ferite, paure, dubbi e desideri inespressi.


Non preghiamo perché siamo bravi o perché tutto nella nostra vita è perfetto.
Preghiamo perché riconosciamo la nostra povertà spirituale,
perché sentiamo che solo Dio può salvarci, guarirci, rinnovarci.


Lo Spirito Santo ci dona segni, intuizioni, movimenti interiori che parlano in modo unico a ciascuno di noi.
Ma per accorgercene, dobbiamo fare attenzione.
Non basta ascoltare con le orecchie: occorre ascoltare con il cuore.
Occorre essere presenti, disponibili, aperti.
Solo così possiamo riconoscere la voce dello Spirito, che non grida ma sussurra, che non impone ma invita.





II.
Vogliamo ora rispondere a ogni invocazione dicendo:

Signore Gesù, abbi pietà di me.


Per ogni situazione di paura,
per ogni pensiero negativo,
per ogni ragionamento che non giova alla vita,
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.


Signore, vengo dinanzi a Te per presentarti la supplica di ogni persona qui presente,
che invoca il Tuo aiuto e la Tua benedizione.
Fa’ che il Tuo Santo Spirito li sostenga
nell’affrontare tutto ciò che li spaventa e turba la loro serenità,
liberandoli da pensieri e sentimenti che generano ansia e confusione.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.


Signore Gesù, invoco la Tua misericordia e il perdono delle nostre colpe,
soprattutto per i peccati contro la giustizia e l’onestà,
per i peccati di idolatria e superstizione.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.


Per aver consultato maghi, cartomanti, astrologi e medium;
per aver creduto negli oroscopi o nella numerologia come guida di vita;
per aver usato amuleti, talismani, cornetti, ferri di cavallo come protezione;
per aver praticato rituali per attirare fortuna o allontanare il male;
per aver creduto nel malocchio, nelle fatture, nei filtri d’amore;
per aver compiuto gesti scaramantici con vera convinzione, come toccare ferro o evitare il numero 17 o il gatto nero; per aver partecipato a riti spiritici o evocazioni dei morti.

Ti supplichiamo, Signore:
fa’ che le Tue sante piaghe e il potere del Tuo Preziosissimo Sangue
scendano su di noi per liberarci da ogni influenza del male.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.

Signore Gesù,
invoco la Tua benedizione particolare
e il Tuo aiuto per coloro che affidiamo alla nostra preghiera in questo momento.
Per tutti coloro che vivono situazioni di dolore e di sofferenza,
fisica, morale e spirituale,
per le persone che ci hanno chiesto di pregare per loro.
Sono profondamente provate, scosse, travolte.
Per questo, concordi nella fede, con il cuore e con la mente,
le presentiamo dinanzi a Te.
Ascolta le loro suppliche, guarisci le loro infermità,
vieni incontro a loro, Signore e usaci nella preghiera.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.








Signore Gesù,


Tu sei stato mandato per salvare,


per portare luce nelle tenebre.


Spargi su tutti noi, in questo momento,


il dono del Tuo Santo Spirito,


perché possiamo sentire, con cuore contrito,


il pentimento della nostra miseria,


della nostra falsità, arroganza, ipocrisia,


dei nostri tradimenti, delle presunzioni,


dell’ignoranza, dell’avarizia, dell’imprudenza,


e dell’impurità nel cuore e nella mente.


Signore, pietà.


Signore Gesù, abbi pietà di me.





Dio Padre,


Tu che sei bontà e misericordia,


Tu che ci ascolti,


Tu che hai il potere di trasformare le nostre suppliche


in possibilità di grazia e di prodigio,


aiutaci sempre a riconoscere il sentiero della speranza.


Per Cristo nostro Signore.


Amen.








Canzone





III. vangelo





Insegnamento evangelico: l’ipocrisia che onora i profeti solo dopo la loro morte


Nel Vangelo secondo Luca, Gesù pronuncia parole severe contro i dottori della Legge e i farisei:


«Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi…» (Lc 11,47).


Con forza, denuncia l’ipocrisia di chi onora i profeti solo dopo la loro morte, mentre durante la loro vita li ha ignorati, perseguitati o addirittura ostacolati.





Questa denuncia non riguarda solo il passato. È un monito per ogni generazione.


Quante volte, anche oggi, celebriamo le virtù di persone che hanno vissuto nella verità, nella giustizia, nella profezia, ma che in vita sono state emarginate, imprigionate, derise o lasciate sole?


Dopo la loro morte, le innalziamo a eroi, ne facciamo statue, ne citiamo le parole, ma non abbiamo avuto il coraggio di ascoltarle quando erano tra noi.





Gesù ci ricorda che la vera giustizia non consiste nel celebrare il bene a posteriori, ma nel riconoscerlo e accoglierlo quando ci interpella.


E ci avverte: ci sarà una resa dei conti. Saremo giudicati non solo per il bene che abbiamo fatto, ma anche per il male che abbiamo compiuto o permesso, per le verità che abbiamo soffocato, per le coscienze che abbiamo appesantito.





Il Signore condanna in particolare l’atteggiamento di superiorità di alcuni “dottori”, che si sono arrogati il diritto di custodire la chiave della conoscenza, ma non sono entrati nel Regno, e hanno impedito agli altri di farlo.





Questa è una forma di abuso spirituale: rendere la fede un peso per i piccoli, mentre per sé stessi si cercano scorciatoie e privilegi.


Invece di aiutare le persone a scoprire la leggerezza della misericordia, hanno aggravato le norme, generando sensi di colpa e paura.





Invito alla conversione


Questo brano ci invita a un esame di coscienza:


• Onoriamo davvero la verità quando ci provoca?


• Sappiamo accogliere la voce profetica quando è scomoda?


• Aiutiamo gli altri ad avvicinarsi a Dio con libertà e fiducia, o li ostacoliamo con rigidità e giudizio?


Gesù non ci chiede perfezione, ma autenticità.


Ci chiede di riconoscere il bene quando è vivo, di sostenere chi cerca Dio, di non essere ostacolo ma ponte.


E ci ricorda che la fede non è dominio, ma servizio.





IV. Canzone


Con il Santissimo Sacramento mi avvicino a voi,
per portarvi Gesù Eucaristico,
Colui che è già presente nel nostro cuore
ogni volta che partecipiamo con fede alla Santa Messa.


Ora ve Lo porto visibilmente,
affinché possiate contemplarlo con amore e fiducia,
affidando a Lui ogni situazione di necessità,
ogni peso, ogni angoscia nascosta nel cuore.


Lasciate che il Suo sguardo vi raggiunga,
che la Sua presenza vi tocchi,
e che la Sua grazia vi liberi da ogni dominio del male.


Adoriamo il Signore, presente e vivo in mezzo a noi.














Preghiamo. Signore Gesù Cristo, che nel mirabile Sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.





Anche questa sera, ognuno di voi che ha prestato davvero attenzione ha potuto percepire una sensazione di leggerezza e di conforto.


Il Signore si manifesta sempre come pace, gioia e amore.


Ma non solo: a volte ci provoca, nel senso più profondo del termine.


Provocare significa pro-vocare, cioè chiamare davanti, suscitare una vocazione.


E così, il Signore ci interroga, ci scuote, ci lascia dentro quella santa inquietudine che ci invita a cercarlo più profondamente.


Qui davanti ho messo due fogli: chi lo desidera può scrivere il proprio nome e cognome.


In questo modo potrò inviarvi, nei prossimi mesi, qualche invito, avviso o anche una preghiera da condividere.


Infine, rinnovo l’invito a partecipare al nostro coro, che ha bisogno di rafforzare la guida nel canto.


Senza di loro, non possiamo portare avanti questa missione di lode e di evangelizzazione.


Chi desidera unirsi, può avvicinarsi a loro qui a lato e chiedere come fare per partecipare.


State tranquilli: anche loro sono mamme e papà, e non hanno intenzione di fare molte serate di prova.


È un servizio semplice, ma prezioso, che nasce dal cuore.








Dio sia benedetto


Benedetto il Suo Santo Nome


Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo


Benedetto il nome di Gesù


Benedetto il Suo Sacratissimo Cuore


Benedetto il Suo preziosissimo Sangue


Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell'altare


Benedetto lo Spirito Santo Paraclito


Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima


Benedetta la Sua Santa e Immacolata Concezione


Benedetta la Sua gloriosa Assunzione


Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre


Benedetto San Giuseppe Suo castissimo sposo


Benedetto Dio nei Suoi angeli e nei Suoi santi










Thursday, October 30, 2025

Pregare per i morti

 



La preghiera per i morti non è mai uno spreco.
È sempre, e sarà sempre, espressione di amore, di fede, di speranza.
Amare chi è passato oltre non è superstizione:
è fedeltà al Vangelo,
è comunione che attraversa la morte,
è riconoscere che l’amore non si spezza, ma si trasfigura.

Chi non crede può non comprendere.
Alcuni, anche tra fratelli cristiani di altre confessioni, possono argomentare, discutere, interpretare diversamente.
Ma la preghiera cattolica per i defunti nasce dall’amore di Cristo,
non da superstizione, non da paura, non da condanna.

Chi prega per i morti lo fa con il cuore rivolto a Gesù,
morto e risorto,
affidando i propri cari alla sua misericordia,
nella speranza della Pasqua eterna,
dove non ci saranno più lacrime, né lutto, né separazione.

Solo il Figlio dell’Uomo può giudicare i vivi e i morti.
Non noi.
Non le teorie.
Non le polemiche.
Solo Lui, che ha dato la vita per tutti,
può accogliere, purificare, salvare.

E noi, nel silenzio della fede,
continuiamo a pregare,
perché l’amore non muore,
e la comunione dei santi è più forte della morte.


English version


Prayer for the dead is never a waste.
It is always—and will always be—an expression of love, of faith, and of hope.
To love those who have passed beyond is not superstition:
it is fidelity to the Gospel,
it is communion that crosses the threshold of death,
it is the conviction that love endures beyond time.

Those who do not believe may not understand.
Some, including Protestant brothers and sisters or other Christian denominations, may offer arguments, interpretations, or critiques.
But Catholic Christians pray for the dead out of love—love rooted in Jesus.
They do not do so with malice or fear,
but with hearts full of faith in the crucified and risen Christ,
entrusting their loved ones to his mercy
and to the hope of eternal Easter,
where there will be no more tears.

Only the Son of Man can judge the living and the dead.
Not us.
Not theories.
Not polemics.
Only He, who gave His life for all,
can welcome, purify, and save.

And we, in the silence of faith,
continue to pray,
because love does not die,
and the communion of saints is stronger than death.


Thursday, October 2, 2025

Gesù tu sei meraviglioso







English version down below


Gesù, tu sei meraviglioso.

Il tuo sguardo è su di me,

mi conosci nel profondo,

mi vedi anche quando io non riesco a vedermi.

Non mi abbandoni, non mi perdi,

anche quando mi allontano,

tu mi cerchi, mi raggiungi, mi rialzi.

Tu non ti stanchi di camminare verso di me,

di bussare al mio cuore,

di aspettare il mio sì.

Tu sei la luce che frantuma ogni oscurità,

che penetra le zone più nascoste del cuore,

che dissolve le nebbie della paura,

che illumina il cammino quando non vedo più la strada.

Tu sei il calore che scioglie la freddezza,

che indebolisce le corazze dell’indifferenza,

che risveglia la vita dove tutto sembrava spento.

Tu sei il respiro che riaccende la speranza,

la carezza che guarisce le ferite,

la voce che mi chiama per nome.

Nel tuo amore ritrovo me stesso,

nel tuo abbraccio ritrovo la pace,

nella tua fedeltà ritrovo la forza di ricominciare.

Ti lodo, Signore, perché sei vicino,

perché non ti stanchi di me,

perché mi ami senza condizioni,

mi accogli, mi perdoni,

mi restituisci dignità e bellezza.

Dalla tua croce mi hai ridato la mia identità,

mi hai mostrato che nessuna notte è eterna,

che ogni dolore può diventare offerta,

che ogni caduta può diventare risurrezione.

Mai, per nessun motivo,

mi abbandonerai nella notte

senza dirmi la certezza dell’alba del nuovo giorno.

Tu sei il Dio che non si impone,

ma si offre, si dona, si consegna.

Tu sei il Dio che cammina con me,

che abita le mie notti,

che trasforma le mie lacrime in sorgenti di speranza.

Tu sei il Dio che si fa piccolo per entrare nel mio cuore,

che si fa silenzio per ascoltarmi,

che si fa pane per nutrirmi.

Gesù, resta con me.

Resta nei miei pensieri,

nelle mie scelte,

nelle mie fragilità.

Resta quando non so pregare,

quando non so amare,

quando non so credere.

Resta quando mi chiudo,

quando ho paura,

quando mi sento indegno.

Tu sei la mia luce,

la mia forza,

la mia salvezza.

Tu sei il mio rifugio,

la mia roccia,

la mia gioia.

E io ti lodo,

ti adoro,

ti accolgo,

ti desidero,

ti cerco,

ti amo.

Gesù, resta. Non solo accanto a me, ma dentro di me.

Fa’ della mia vita una dimora per te.

Fa’ del mio cuore un luogo di adorazione.

Fa’ della mia voce un canto di lode.

Fa’ di me un riflesso della tua misericordia.

Amen.




English version




Jesus, you are wonderful.

Your gaze is upon me,
you know me in the depths,
you see me even when I cannot see myself.
You do not abandon me, you do not lose me,
even when I stray,
you seek me, reach me, lift me up.
You never tire of walking toward me,
of knocking at my heart,
of waiting for my “yes.”

You are the light that shatters every darkness,
that penetrates the most hidden places of the heart,
that dissolves the fog of fear,
that lights the path when I no longer see the way.
You are the warmth that melts coldness,
that weakens the armor of indifference,
that awakens life where everything seemed extinguished.
You are the breath that rekindles hope,
the caress that heals wounds,
the voice that calls me by name.

In your love I rediscover myself,
in your embrace I find peace,
in your faithfulness I find the strength to begin again.
I praise you, Lord, because you are near,
because you never grow weary of me,
because you love me without conditions,
you welcome me, you forgive me,
you restore my dignity and beauty.

From your cross you have given me back my identity,
you have shown me that no night is eternal,
that every pain can become an offering,
that every fall can become resurrection.
Never, for any reason,
will you abandon me in the night
without whispering the certainty of the dawn of a new day.

You are the God who does not impose,
but offers, gives, and surrenders.
You are the God who walks with me,
who dwells in my nights,
who transforms my tears into springs of hope.
You are the God who becomes small to enter my heart,
who becomes silence to listen to me,
who becomes bread to nourish me.

Jesus, stay with me.
Stay in my thoughts,
in my choices,
in my fragilities.
Stay when I don’t know how to pray,
when I don’t know how to love,
when I don’t know how to believe.
Stay when I close myself off,
when I am afraid,
when I feel unworthy.

You are my light,
my strength,
my salvation.
You are my refuge,
my rock,
my joy.

And I praise you,
I adore you,
I welcome you,
I desire you,
I seek you,
I love you.

Jesus, stay—not only beside me, but within me.
Make my life a dwelling place for you.
Make my heart a place of adoration.
Make my voice a song of praise.
Make me a reflection of your mercy.

Amen.




Mio Signore e mio rifugio

 


English version down below


Gesù, mio Signore e mio rifugio,

vengo a te così come sono: fragile, confuso, assetato di verità.

Ti porto ogni pensiero che mi attraversa,

ogni fatica che pesa sul cuore,

ogni desiderio che ancora non trova forma.

Ho bisogno di te, della tua luce che rischiara,

della tua sapienza che orienta,

del tuo Santo Spirito che consola e guida.

Vieni, Spirito Santo, e soffia su di me:

liberami da ciò che mi imprigiona,

guariscimi da ciò che mi ferisce,

rialzami da ciò che mi abbatte.

Fa’ che questo momento diventi per me

rifugio nella tempesta,

conforto nella solitudine,

luce nella notte.

Ti affido le mie paure,

quelle che non riesco nemmeno a nominare,

perché nascondono domande profonde,

ferite antiche, dolori che non so spiegare.

Tu, Signore, le conosci.

Tu le hai portate con me,

le hai redente sulla Croce.

Credo nella tua bontà,

nella tua fedeltà che non viene meno,

nel tuo amore che non si stanca di cercarmi.

Molte cose vorrei sistemare,

ma non so da dove cominciare.

Molte cose non riesco nemmeno a comprendere,

confuse nella mente, smarrite nel cuore.

Mi sento immerso in un mare di difficoltà,

avvolto da una matassa di pensieri e preoccupazioni.

Ecco perché vengo a te,

perché so che tu non mi respingi.

Abbracciami, Gesù.

Tienimi stretto nel tuo amore.

Fammi sentire che non sono solo.

Fammi gustare la pace che solo tu puoi dare.

E mentre ti supplico, ti lodo.

Ti lodo perché sei buono,

perché sei paziente,

perché non ti stanchi di me.

Ti lodo perché la tua misericordia

è più grande delle mie paure,

perché il tuo sguardo è più profondo

di ogni mia confusione.

Ti lodo perché sei il Dio che salva,

che guarisce, che rialza.

Ti lodo perché anche oggi,

in mezzo alla mia debolezza,

tu vieni a cercarmi.

Ti benedico, Signore,

per ogni carezza che mi hai donato,

per ogni lacrima che hai raccolto,

per ogni silenzio in cui hai parlato al mio cuore.

Ti benedico per la tua presenza viva,

che non dipende dai miei meriti,

ma dalla tua grazia infinita.

Gesù, mia speranza, mia pace, mio tutto,

non lasciarmi andare via da te.

Resta con me.

Cammina con me.

Parla al mio cuore.

E se non riesco a capire,

insegnami a fidarmi.

Se non riesco a vedere,

insegnami a credere.

Se non riesco a pregare,

insegnami a restare.

Amen.


English version


Jesus, my Lord and my refuge,

I come to you just as I am: fragile, confused, thirsty for truth.

I bring you every thought that crosses my mind,

every burden that weighs on my heart,

every desire that still lacks form.

I need you—your light that brings clarity,

your wisdom that consoles and guides,

your Holy Spirit who comforts and leads.

Come, Holy Spirit, and breathe upon me:

free me from what imprisons me,

heal what wounds me,

lift me from what brings me down.

Let this moment become for me

a shelter in the storm,

comfort in solitude,

light in the night.

I entrust to you my fears,

even those I cannot name,

because they hide deep questions,

ancient wounds, pains I cannot explain.

You, Lord, know them.

You have carried them with me,

you have redeemed them on the Cross.

I believe in your goodness,

in your unfailing faithfulness,

in your love that never tires of seeking me.

There are many things I would like to fix,

but I don’t know where to begin.

Many things I can’t even understand,

confused in my mind, lost in my heart.

I feel immersed in a sea of difficulties,

entangled in a web of thoughts and worries.

That’s why I come to you,

because I know you will not turn me away.

Embrace me, Jesus.

Hold me close in your love.

Let me feel that I am not alone.

Let me taste the peace that only you can give.

And as I cry out to you, I praise you.

I praise you because you are good,

because you are patient,

because you never grow weary of me.

I praise you because your mercy

is greater than my fears,

because your gaze is deeper

than all my confusion.

I praise you because you are the God who saves,

who heals, who lifts up.

I praise you because even today,

in the midst of my weakness,

you come to find me.

I bless you, Lord,

for every caress you have given,

for every tear you have gathered,

for every silence in which you have spoken to my heart.

I bless you for your living presence,

which does not depend on my merits,

but on your infinite grace.

Jesus, my hope, my peace, my everything,

do not let me drift away from you.

Stay with me.

Walk with me.

Speak to my heart.

And if I cannot understand,

teach me to trust.

If I cannot see,

teach me to believe.

If I cannot pray,

teach me to remain.

Amen.

Tuesday, September 30, 2025

Riflessione Luca 9,51-56

 



Lc 9,51-56
Gesù prende la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme.
Non è solo una scelta geografica, ma un atto interiore:
decide di affrontare la Croce, di consegnarsi, di amare fino alla fine.
Nel suo cammino, incontra il rifiuto.
I Samaritani non lo accolgono: non per chi è, ma per dove va.
Gerusalemme è segno di divisione, di incomprensione, di ostilità.
Eppure Gesù non si ferma, non si indurisce, non si vendica.
Giacomo e Giovanni, risentiti, vorrebbero invocare il fuoco dal cielo.
La loro zelo è sincero, ma non ancora purificato.
Confondono la giustizia con la punizione,
la fedeltà con la vendetta.
Gesù li rimprovera.
Non perché il loro amore sia falso,
ma perché deve ancora essere trasfigurato dalla misericordia.
Il vero discepolo non risponde al rifiuto con la condanna,
ma con la pazienza.
Non cerca di vincere, ma di servire.
Non impone, ma propone.
Gesù sceglie un altro villaggio.
Non forza la porta chiusa,
ma continua a camminare.
Il suo cammino verso la morte è anche il cammino della vita:
una via fatta di libertà, di rispetto, di amore che non si impone.
E chi lo segue, impara a camminare così:
senza fuoco dal cielo, ma con il fuoco del cuore.

G𝐮𝐢𝐥𝐭-𝐭𝐫𝐢𝐩𝐩𝐢𝐧𝐠; 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚

Chi usa il 𝐠𝐮𝐢𝐥𝐭-𝐭𝐫𝐢𝐩𝐩𝐢𝐧𝐠 non sta semplicemente esprimendo un dispiacere, ma sta mettendo in atto una sottile strategia di catt...