Preghiera di lode e di adorazione 16 ottobre 2025, 3° giovedì del mese
Signore Gesù,
noi siamo qui davanti a Te, in questo segno della nostra fede,
chiamati a stare con Te, a rimanere con Te, a restare con Te.
Desideriamo portarti tutto ciò che ci ostacola nella pace e nella serenità.
Come Naaman che raggiunse Eliseo, anche noi abbiamo bisogno di essere guariti e purificati da Te,
dentro e fuori il nostro corpo.
Manifesta, Signore, la Tua potenza guaritrice sulla nostra vita,
là dove, in qualche angolo, siamo oppressi da negatività:
da opere di scongiuro e di magia,
da persone coinvolte in pratiche occulte,
da chi esercita il mestiere di chiaroveggente,
da chi manipola relazioni, combina o scombina matrimoni,
prepara filtri amorosi o lancia maledizioni sulla vita affettiva ed emotiva,
da chi opera spiritismi sul lavoro per generare sventure.
In questi ultimi sessanta minuti,
desideriamo che il Tuo Santo Spirito sia su di noi,
per guidarci nella preghiera,
affinché possiamo entrare nell’intimità con Te.
Invochiamo il Tuo Santo Spirito,
perché possiamo sentire davvero la cognizione, la consapevolezza,
la conoscenza profonda di essere amati da Te.
Questo amore ci porta guarigione e liberazione:
è un amore che perdona, che ristora,
che rinnova il nostro cuore e la nostra anima,
e ci libera da ogni sottomissione al male.
Gesù, vieni.
Vieni nei nostri pensieri, nei nostri sentimenti.
Che il Tuo Santo Spirito sia con noi, dentro di noi, per noi,
per sciogliere ogni pesantezza, ogni pensiero che ora attraversa la nostra mente e ci disturba.
Signore Gesù, invochiamo il Tuo Santo Spirito:
difendici in questo momento,
allontanaci da ogni tentazione,
da ogni rumore che possa disturbare la preghiera,
da ogni visione che non giova alla nostra intimità con Te,
che ci fa vedere solo cose storte.
Fa’ scendere su di noi la grazia del nostro Battesimo.
Fa’ scorrere su di noi, Signore, la grazia battesimale,
che ora ci aiuti a ricevere un rinnovamento,
una liberazione da ogni infiltrazione,
da ogni vessazione del maligno,
che possa distorcere la nostra mente, il nostro cuore, i nostri sensi.
Canzone
La preghiera carismatica è importante perché ci apre alla guida dello Spirito Santo.
È un tempo in cui non siamo noi a dirigere, ma lasciamo che sia lo Spirito a condurci, a parlare, a illuminare le zone d’ombra dentro di noi.
Solo lo Spirito Santo può donarci quella luce capace di penetrare le profondità del cuore, dove spesso si nascondono ferite, paure, dubbi e desideri inespressi.
Non preghiamo perché siamo bravi o perché tutto nella nostra vita è perfetto.
Preghiamo perché riconosciamo la nostra povertà spirituale,
perché sentiamo che solo Dio può salvarci, guarirci, rinnovarci.
Lo Spirito Santo ci dona segni, intuizioni, movimenti interiori che parlano in modo unico a ciascuno di noi.
Ma per accorgercene, dobbiamo fare attenzione.
Non basta ascoltare con le orecchie: occorre ascoltare con il cuore.
Occorre essere presenti, disponibili, aperti.
Solo così possiamo riconoscere la voce dello Spirito, che non grida ma sussurra, che non impone ma invita.
II.
Vogliamo ora rispondere a ogni invocazione dicendo:
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Per ogni situazione di paura,
per ogni pensiero negativo,
per ogni ragionamento che non giova alla vita,
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Signore, vengo dinanzi a Te per presentarti la supplica di ogni persona qui presente,
che invoca il Tuo aiuto e la Tua benedizione.
Fa’ che il Tuo Santo Spirito li sostenga
nell’affrontare tutto ciò che li spaventa e turba la loro serenità,
liberandoli da pensieri e sentimenti che generano ansia e confusione.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Signore Gesù, invoco la Tua misericordia e il perdono delle nostre colpe,
soprattutto per i peccati contro la giustizia e l’onestà,
per i peccati di idolatria e superstizione.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Per aver consultato maghi, cartomanti, astrologi e medium;
per aver creduto negli oroscopi o nella numerologia come guida di vita;
per aver usato amuleti, talismani, cornetti, ferri di cavallo come protezione;
per aver praticato rituali per attirare fortuna o allontanare il male;
per aver creduto nel malocchio, nelle fatture, nei filtri d’amore;
per aver compiuto gesti scaramantici con vera convinzione, come toccare ferro o evitare il numero 17 o il gatto nero; per aver partecipato a riti spiritici o evocazioni dei morti.
Ti supplichiamo, Signore:
fa’ che le Tue sante piaghe e il potere del Tuo Preziosissimo Sangue
scendano su di noi per liberarci da ogni influenza del male.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Signore Gesù,
invoco la Tua benedizione particolare
e il Tuo aiuto per coloro che affidiamo alla nostra preghiera in questo momento.
Per tutti coloro che vivono situazioni di dolore e di sofferenza,
fisica, morale e spirituale,
per le persone che ci hanno chiesto di pregare per loro.
Sono profondamente provate, scosse, travolte.
Per questo, concordi nella fede, con il cuore e con la mente,
le presentiamo dinanzi a Te.
Ascolta le loro suppliche, guarisci le loro infermità,
vieni incontro a loro, Signore e usaci nella preghiera.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Signore Gesù,
Tu sei stato mandato per salvare,
per portare luce nelle tenebre.
Spargi su tutti noi, in questo momento,
il dono del Tuo Santo Spirito,
perché possiamo sentire, con cuore contrito,
il pentimento della nostra miseria,
della nostra falsità, arroganza, ipocrisia,
dei nostri tradimenti, delle presunzioni,
dell’ignoranza, dell’avarizia, dell’imprudenza,
e dell’impurità nel cuore e nella mente.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Dio Padre,
Tu che sei bontà e misericordia,
Tu che ci ascolti,
Tu che hai il potere di trasformare le nostre suppliche
in possibilità di grazia e di prodigio,
aiutaci sempre a riconoscere il sentiero della speranza.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Canzone
III. vangelo
Insegnamento evangelico: l’ipocrisia che onora i profeti solo dopo la loro morte
Nel Vangelo secondo Luca, Gesù pronuncia parole severe contro i dottori della Legge e i farisei:
«Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi…» (Lc 11,47).
Con forza, denuncia l’ipocrisia di chi onora i profeti solo dopo la loro morte, mentre durante la loro vita li ha ignorati, perseguitati o addirittura ostacolati.
Questa denuncia non riguarda solo il passato. È un monito per ogni generazione.
Quante volte, anche oggi, celebriamo le virtù di persone che hanno vissuto nella verità, nella giustizia, nella profezia, ma che in vita sono state emarginate, imprigionate, derise o lasciate sole?
Dopo la loro morte, le innalziamo a eroi, ne facciamo statue, ne citiamo le parole, ma non abbiamo avuto il coraggio di ascoltarle quando erano tra noi.
Gesù ci ricorda che la vera giustizia non consiste nel celebrare il bene a posteriori, ma nel riconoscerlo e accoglierlo quando ci interpella.
E ci avverte: ci sarà una resa dei conti. Saremo giudicati non solo per il bene che abbiamo fatto, ma anche per il male che abbiamo compiuto o permesso, per le verità che abbiamo soffocato, per le coscienze che abbiamo appesantito.
Il Signore condanna in particolare l’atteggiamento di superiorità di alcuni “dottori”, che si sono arrogati il diritto di custodire la chiave della conoscenza, ma non sono entrati nel Regno, e hanno impedito agli altri di farlo.
Questa è una forma di abuso spirituale: rendere la fede un peso per i piccoli, mentre per sé stessi si cercano scorciatoie e privilegi.
Invece di aiutare le persone a scoprire la leggerezza della misericordia, hanno aggravato le norme, generando sensi di colpa e paura.
Invito alla conversione
Questo brano ci invita a un esame di coscienza:
• Onoriamo davvero la verità quando ci provoca?
• Sappiamo accogliere la voce profetica quando è scomoda?
• Aiutiamo gli altri ad avvicinarsi a Dio con libertà e fiducia, o li ostacoliamo con rigidità e giudizio?
Gesù non ci chiede perfezione, ma autenticità.
Ci chiede di riconoscere il bene quando è vivo, di sostenere chi cerca Dio, di non essere ostacolo ma ponte.
E ci ricorda che la fede non è dominio, ma servizio.
IV. Canzone
Con il Santissimo Sacramento mi avvicino a voi,
per portarvi Gesù Eucaristico,
Colui che è già presente nel nostro cuore
ogni volta che partecipiamo con fede alla Santa Messa.
Ora ve Lo porto visibilmente,
affinché possiate contemplarlo con amore e fiducia,
affidando a Lui ogni situazione di necessità,
ogni peso, ogni angoscia nascosta nel cuore.
Lasciate che il Suo sguardo vi raggiunga,
che la Sua presenza vi tocchi,
e che la Sua grazia vi liberi da ogni dominio del male.
Adoriamo il Signore, presente e vivo in mezzo a noi.
Preghiamo. Signore Gesù Cristo, che nel mirabile Sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Anche questa sera, ognuno di voi che ha prestato davvero attenzione ha potuto percepire una sensazione di leggerezza e di conforto.
Il Signore si manifesta sempre come pace, gioia e amore.
Ma non solo: a volte ci provoca, nel senso più profondo del termine.
Provocare significa pro-vocare, cioè chiamare davanti, suscitare una vocazione.
E così, il Signore ci interroga, ci scuote, ci lascia dentro quella santa inquietudine che ci invita a cercarlo più profondamente.
Qui davanti ho messo due fogli: chi lo desidera può scrivere il proprio nome e cognome.
In questo modo potrò inviarvi, nei prossimi mesi, qualche invito, avviso o anche una preghiera da condividere.
Infine, rinnovo l’invito a partecipare al nostro coro, che ha bisogno di rafforzare la guida nel canto.
Senza di loro, non possiamo portare avanti questa missione di lode e di evangelizzazione.
Chi desidera unirsi, può avvicinarsi a loro qui a lato e chiedere come fare per partecipare.
State tranquilli: anche loro sono mamme e papà, e non hanno intenzione di fare molte serate di prova.
È un servizio semplice, ma prezioso, che nasce dal cuore.
Dio sia benedetto
Benedetto il Suo Santo Nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il Suo Sacratissimo Cuore
Benedetto il Suo preziosissimo Sangue
Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell'altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima
Benedetta la Sua Santa e Immacolata Concezione
Benedetta la Sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto San Giuseppe Suo castissimo sposo
Benedetto Dio nei Suoi angeli e nei Suoi santi
Per ogni situazione di paura,
per ogni pensiero negativo,
per ogni ragionamento che non giova alla vita,
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Signore, vengo dinanzi a Te per presentarti la supplica di ogni persona qui presente,
che invoca il Tuo aiuto e la Tua benedizione.
Fa’ che il Tuo Santo Spirito li sostenga
nell’affrontare tutto ciò che li spaventa e turba la loro serenità,
liberandoli da pensieri e sentimenti che generano ansia e confusione.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Signore Gesù, invoco la Tua misericordia e il perdono delle nostre colpe,
soprattutto per i peccati contro la giustizia e l’onestà,
per i peccati di idolatria e superstizione.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Per aver consultato maghi, cartomanti, astrologi e medium;
per aver creduto negli oroscopi o nella numerologia come guida di vita;
per aver usato amuleti, talismani, cornetti, ferri di cavallo come protezione;
per aver praticato rituali per attirare fortuna o allontanare il male;
per aver creduto nel malocchio, nelle fatture, nei filtri d’amore;
per aver compiuto gesti scaramantici con vera convinzione, come toccare ferro o evitare il numero 17 o il gatto nero; per aver partecipato a riti spiritici o evocazioni dei morti.
Ti supplichiamo, Signore:
fa’ che le Tue sante piaghe e il potere del Tuo Preziosissimo Sangue
scendano su di noi per liberarci da ogni influenza del male.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Signore Gesù,
invoco la Tua benedizione particolare
e il Tuo aiuto per coloro che affidiamo alla nostra preghiera in questo momento.
Per tutti coloro che vivono situazioni di dolore e di sofferenza,
fisica, morale e spirituale,
per le persone che ci hanno chiesto di pregare per loro.
Sono profondamente provate, scosse, travolte.
Per questo, concordi nella fede, con il cuore e con la mente,
le presentiamo dinanzi a Te.
Ascolta le loro suppliche, guarisci le loro infermità,
vieni incontro a loro, Signore e usaci nella preghiera.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Signore Gesù,
Tu sei stato mandato per salvare,
per portare luce nelle tenebre.
Spargi su tutti noi, in questo momento,
il dono del Tuo Santo Spirito,
perché possiamo sentire, con cuore contrito,
il pentimento della nostra miseria,
della nostra falsità, arroganza, ipocrisia,
dei nostri tradimenti, delle presunzioni,
dell’ignoranza, dell’avarizia, dell’imprudenza,
e dell’impurità nel cuore e nella mente.
Signore, pietà.
Signore Gesù, abbi pietà di me.
Dio Padre,
Tu che sei bontà e misericordia,
Tu che ci ascolti,
Tu che hai il potere di trasformare le nostre suppliche
in possibilità di grazia e di prodigio,
aiutaci sempre a riconoscere il sentiero della speranza.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Canzone
III. vangelo
Insegnamento evangelico: l’ipocrisia che onora i profeti solo dopo la loro morte
Nel Vangelo secondo Luca, Gesù pronuncia parole severe contro i dottori della Legge e i farisei:
«Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi…» (Lc 11,47).
Con forza, denuncia l’ipocrisia di chi onora i profeti solo dopo la loro morte, mentre durante la loro vita li ha ignorati, perseguitati o addirittura ostacolati.
Questa denuncia non riguarda solo il passato. È un monito per ogni generazione.
Quante volte, anche oggi, celebriamo le virtù di persone che hanno vissuto nella verità, nella giustizia, nella profezia, ma che in vita sono state emarginate, imprigionate, derise o lasciate sole?
Dopo la loro morte, le innalziamo a eroi, ne facciamo statue, ne citiamo le parole, ma non abbiamo avuto il coraggio di ascoltarle quando erano tra noi.
Gesù ci ricorda che la vera giustizia non consiste nel celebrare il bene a posteriori, ma nel riconoscerlo e accoglierlo quando ci interpella.
E ci avverte: ci sarà una resa dei conti. Saremo giudicati non solo per il bene che abbiamo fatto, ma anche per il male che abbiamo compiuto o permesso, per le verità che abbiamo soffocato, per le coscienze che abbiamo appesantito.
Il Signore condanna in particolare l’atteggiamento di superiorità di alcuni “dottori”, che si sono arrogati il diritto di custodire la chiave della conoscenza, ma non sono entrati nel Regno, e hanno impedito agli altri di farlo.
Questa è una forma di abuso spirituale: rendere la fede un peso per i piccoli, mentre per sé stessi si cercano scorciatoie e privilegi.
Invece di aiutare le persone a scoprire la leggerezza della misericordia, hanno aggravato le norme, generando sensi di colpa e paura.
Invito alla conversione
Questo brano ci invita a un esame di coscienza:
• Onoriamo davvero la verità quando ci provoca?
• Sappiamo accogliere la voce profetica quando è scomoda?
• Aiutiamo gli altri ad avvicinarsi a Dio con libertà e fiducia, o li ostacoliamo con rigidità e giudizio?
Gesù non ci chiede perfezione, ma autenticità.
Ci chiede di riconoscere il bene quando è vivo, di sostenere chi cerca Dio, di non essere ostacolo ma ponte.
E ci ricorda che la fede non è dominio, ma servizio.
IV. Canzone
Con il Santissimo Sacramento mi avvicino a voi,
per portarvi Gesù Eucaristico,
Colui che è già presente nel nostro cuore
ogni volta che partecipiamo con fede alla Santa Messa.
Ora ve Lo porto visibilmente,
affinché possiate contemplarlo con amore e fiducia,
affidando a Lui ogni situazione di necessità,
ogni peso, ogni angoscia nascosta nel cuore.
Lasciate che il Suo sguardo vi raggiunga,
che la Sua presenza vi tocchi,
e che la Sua grazia vi liberi da ogni dominio del male.
Adoriamo il Signore, presente e vivo in mezzo a noi.
Preghiamo. Signore Gesù Cristo, che nel mirabile Sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Anche questa sera, ognuno di voi che ha prestato davvero attenzione ha potuto percepire una sensazione di leggerezza e di conforto.
Il Signore si manifesta sempre come pace, gioia e amore.
Ma non solo: a volte ci provoca, nel senso più profondo del termine.
Provocare significa pro-vocare, cioè chiamare davanti, suscitare una vocazione.
E così, il Signore ci interroga, ci scuote, ci lascia dentro quella santa inquietudine che ci invita a cercarlo più profondamente.
Qui davanti ho messo due fogli: chi lo desidera può scrivere il proprio nome e cognome.
In questo modo potrò inviarvi, nei prossimi mesi, qualche invito, avviso o anche una preghiera da condividere.
Infine, rinnovo l’invito a partecipare al nostro coro, che ha bisogno di rafforzare la guida nel canto.
Senza di loro, non possiamo portare avanti questa missione di lode e di evangelizzazione.
Chi desidera unirsi, può avvicinarsi a loro qui a lato e chiedere come fare per partecipare.
State tranquilli: anche loro sono mamme e papà, e non hanno intenzione di fare molte serate di prova.
È un servizio semplice, ma prezioso, che nasce dal cuore.
Dio sia benedetto
Benedetto il Suo Santo Nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il Suo Sacratissimo Cuore
Benedetto il Suo preziosissimo Sangue
Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell'altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima
Benedetta la Sua Santa e Immacolata Concezione
Benedetta la Sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto San Giuseppe Suo castissimo sposo
Benedetto Dio nei Suoi angeli e nei Suoi santi

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