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Saturday, February 22, 2025

Fate attenzione dal lievito dei farisei e di Erode


The English version is down below

 Dal Vangelo secondo Marco  Mc 8,14-21


In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.

Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

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Gesù esorta un avvertimento molto grave, perché spesso è così sottile e difficile da capire. Il lievito è un agente fermentante che viene utilizzato in cucina e nella panificazione per far crescere e rendere soffici gli impasti. Esistono diversi tipi di lievito, tra cui i principali sono: i lieviti tipo naturale e chimico. Il lievito chimico è costituito da bicarbonato di soda, tartrato idrogeno di potassio e amido di mais e non consente la fermentazione.


Il lievito naturale è costituito da elementi viventi ed è utilizzato nella panificazione, vinificazione, produzione di birra e anche nella preparazione di vaccini. (citazione: Tuttosullievito: https://www.tuttosullievito.it/che-cose-il-lievito/che-cose-il-lievito/)


Il nome “lievito” deriva dal fatto che questi organismi permettono alla pasta di pane di “gonfiarsi”. Come funziona? I lieviti generano il processo denominato fermentazione. In questo caso, è una fermentazione alcolica in quanto il glucosio (zucchero) viene trasformato in anidride carbonica e alcol. L’anidride carbonica rilasciata genera l’effervescenza della birra e rende il pane più leggero, più soffice e quindi meno compatto.


Parliamo del "lievito" che Gesù ha voluto dare avviso, quello dei farisei e quello di Erode. Sono due tipi di persone che hanno quella capacità particolare che possono davvero far male alle persone. La prima, sono quelle che hanno un ruolo religioso, frequentano il tempio e hanno un ruolo importante del tempio. Mentre Erode, il re, aveva quel potere temporale capace di tutto perfino sopprimere chi è buono ed innocente. Entrambi poteri fanno salire in alto, gonfiano, ma lasciano un vuoto dentro. Il lievito dei farisei può dare l'impressione di essere a posto con la coscienza perché si aderisce a una normativa o una tradizione, ma il cuore non è toccato dalla tenerezza dell'amore di Dio. Tutto un semplice atto religioso senza un sentimento di grazia e di compassione di Dio. D'altro canto è il lievito di Erode, tutto orientato al profitto e al potere umano. Una visione puramente per sottomettere i sudditi e per mettere controllo alle persone per approfittare e incrementare il guadagno economico.


L'avvertimento di Gesù è rivolto a coloro che lo amano perché la tentazione è molto forte, perché chi lo segue è spesso ammorbidito da queste tentazioni. Gesù avverte i suoi discepoli del "lievito dei farisei e di Erode" in Marco 8:15: "Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!". Questo lievito rappresenta l'ipocrisia e la corruzione che possono infiltrarsi e contaminare la purezza della fede.


San Paolo, nella sua lettera ai Corinzi, usa il lievito come metafora per il peccato che può corrompere l'intera comunità: "Non sapete che un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!" (1 Corinzi 5:6-7). Qui, Paolo esorta i credenti a purificarsi dal peccato per essere una nuova creazione in Cristo.


In Matteo 13:33, Gesù usa il lievito in un senso positivo per descrivere il regno dei cieli: "Il regno dei cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre misure di farina, finché la pasta sia tutta lievitata". Questo passaggio mostra come il regno di Dio, sebbene inizi piccolo, può crescere e trasformare tutto ciò che tocca.

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The Yeast of the Pharisees and Herod

14 The disciples had forgotten to bring bread, except for one loaf they had with them in the boat. 15 “Be careful,” Jesus warned them. “Watch out for the yeast of the Pharisees and that of Herod.” 16 They discussed this with one another and said, “It is because we have no bread.” 17 Aware of their discussion, Jesus asked them: “Why are you talking about having no bread? Do you still not see or understand? Are your hearts hardened? 18 Do you have eyes but fail to see, and ears but fail to hear? And don’t you remember? 19 When I broke the five loaves for the five thousand, how many basketfuls of pieces did you pick up?” “Twelve,” they replied. 20 “And when I broke the seven loaves for the four thousand, how many basketfuls of pieces did you pick up?” They answered, “Seven.” 21 He said to them, “Do you still not understand?”


Jesus issues a very serious warning because it is often so subtle and difficult to understand. Yeast is a fermenting agent used in cooking and baking to make dough rise and become fluffy. There are different types of yeast, the main ones being natural and chemical yeasts. Chemical yeast consists of baking soda, potassium hydrogen tartrate, and cornstarch, and it does not allow fermentation.


Natural yeast is made up of living elements and is used in baking, winemaking, brewing, and even in the preparation of vaccines (source: Tuttosullievito: link).


The name "yeast" comes from the fact that these organisms allow bread dough to "swell." How does it work? Yeasts generate a process called fermentation. In this case, it is alcoholic fermentation because glucose (sugar) is transformed into carbon dioxide and alcohol. The released carbon dioxide generates the effervescence of beer and makes the bread lighter, fluffier, and less dense.


Let's talk about the "yeast" that Jesus warned about, that of the Pharisees and that of Herod. These are two types of people who have a particular ability to really harm others. The first are those who have a religious role, frequent the temple, and hold an important position in the temple. Meanwhile, Herod, the king, had that temporal power capable of anything, even suppressing the good and innocent. Both powers elevate and inflate, but leave an emptiness inside. The yeast of the Pharisees can give the impression of being at peace with one's conscience because one adheres to a norm or tradition, but the heart is not touched by the tenderness of God's love. It is a simple religious act without a feeling of God's grace and compassion. On the other hand, the yeast of Herod is entirely oriented towards profit and human power. A vision purely for subjugating subjects and controlling people to exploit and increase economic gain.


Jesus' warning is directed at those who love him because the temptation is very strong, as those who follow him are often softened by these temptations. Jesus warns his disciples about the "yeast of the Pharisees and Herod" in Mark 8:15: "Beware of the yeast of the Pharisees and that of Herod!" This yeast represents the hypocrisy and corruption that can infiltrate and contaminate the purity of faith.


Saint Paul, in his letter to the Corinthians, uses yeast as a metaphor for sin that can corrupt the entire community: "Don't you know that a little yeast leavens the whole batch of dough? Get rid of the old yeast, so that you may be a new unleavened batch—as you really are. For Christ, our Passover lamb, has been sacrificed" (1 Corinthians 5:6-7). Here, Paul urges believers to purify themselves from sin to be a new creation in Christ.


In Matthew 13:33, Jesus uses yeast in a positive sense to describe the kingdom of heaven: "The kingdom of heaven is like yeast that a woman took and mixed into about sixty pounds of flour until it worked all through the dough." This passage shows how the kingdom of God, although it starts small, can grow and transform everything it touches.

Sunday, February 16, 2025

Gioia nelle umiliazioni


 "Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti." (Lc 6,22-23)


La gioia nell'umiliazione è un paradosso che può sembrare assurdo per chi non conosce il Vangelo. Tuttavia, per chi ha familiarità con la parola di Gesù e il Regno di Dio, tutto assume un significato diverso. Essere beati o sentirsi benedetti negli insulti e nei disprezzi, a causa del "Figlio dell'uomo", e persino essere trattati come infami, è davvero paradossale. Questo è il segreto dei santi martiri.


Consideriamo ora il comportamento di coloro che si vantano di essere superiori e che hanno le possibilità di prevaricare i deboli e coloro che non possono difendersi. Questo atteggiamento spesso rivela una profonda insicurezza da parte del bullo che intimidisce chi è debole. Le persone che tendono a mostrare una facciata di superiorità e indifferenza, mascherano spesso una carenza psicologica e affettiva. Al contrario, una persona forte e sana esprime civiltà ed educazione, non arroganza e vanagloria.


Chi adotta comportamenti di distacco e snobismo lo fa spesso a causa di un deficit interiore. Queste persone hanno bisogno di aiuto, ma il loro comportamento insopportabile le rende spesso incomprese o addirittura compatite, il che non favorisce una crescita personale matura.


Secondo il Manuale DSM, chi ha questo atteggiamento è descritto come affetto da Disturbo narcisistico di personalità. Questo disturbo mentale è caratterizzato da un persistente senso di superiorità (megalomania), un bisogno incessante di ammirazione e una mancanza di empatia. Chi ne soffre ha una percezione esagerata di sé, definita "Sé grandioso". Manifestano idee di grandiosità, un costante bisogno di essere ammirati e una difficoltà a provare empatia per gli altri.


In altre parole, queste persone si sentono superiori agli altri e cercano costantemente conferme e ammirazione. Hanno difficoltà a comprendere e a connettersi emotivamente con gli altri, il che spesso li porta a comportamenti arroganti e indifferenti.


Essere umili e aperti agli insegnamenti del Vangelo ci permette di superare questi atteggiamenti e di vivere in armonia con noi stessi e con gli altri. Troviamo forza nella fede e nella consapevolezza che il nostro vero valore non risiede nella superiorità apparente, ma nella capacità di amare e di essere amati.


Questa sintesi unisce le riflessioni psicologiche e comportamentali con l'insegnamento evangelico, offrendo una comprensione più profonda e integrata del comportamento umano e del valore della fede.


Wednesday, February 12, 2025

Benedetto l'uomo che confida nel Signore

Ger 17, 7-8

Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. Egli è come un albero piantato lungo l’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell’anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti.

PREGHIERA

Signore, Tu sei la nostra fiducia, la nostra benedizione, il nostro aiuto, la certezza della nostra speranza. È proprio quando tutto sembra difficile che si ricarica sempre la forza che viene dal tuo Santo Spirito. 

Signore, vogliamo deporre ogni pensiero, ogni sentimento che ha appesantito il nostro cuore e la nostra mente, il nostro percorso della vita, le preoccupazioni di ogni giorno. Per questo, Signore, non vogliamo avere paura, come l'albero piantato lungo l'acqua che verso la corrente stende le radici: non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell’anno della siccità non intristisce, anzi non smette di produrre frutti. 

Così, quando tutto è impegnativo e difficile, Signore, noi vogliamo lodarti perché è il momento della speranza per noi. È il momento per noi di dare prova della nostra speranza, possiamo affermare la tua grandezza perché nulla ci potrà mai sconfiggere. 

Signore, conosci quali sono le nostre debolezze, e per questo noi veniamo da Te e confidiamo nel tuo aiuto. Vogliamo invocare il tuo Santo Spirito, il Paraclito, il Consolatore, Colui che ci aiuta, ci rafforza, ci vivifica, ci santifica. 

Perché la santità, Signore, viene dalla tua luce e la forza che ci restituisci, ci dona tutto quello che non possiamo osare immaginare. 

Tutto appartiene a Te, Signore, e per questo vogliamo lodarti anche in questo momento in cui facciamo l'esperienza della nostra fragilità nella nostra umanità.


Isaia 4,4-6

4 Quando il Signore avrà lavato le brutture delle figlie di Sion e avrà pulito l'interno di Gerusalemme dal sangue che vi è stato versato con lo spirito di giustizia e con lo spirito dello sterminio, 5 allora verrà il Signore su ogni punto del monte Sion e su tutte le sue assemblee come una nube e come fumo di giorno, come bagliore di fuoco e fiamma di notte, perché sopra ogni cosa la gloria del Signore sarà come baldacchino. 6 Una tenda fornirà ombra contro il caldo di giorno e rifugio e riparo contro i temporali e contro la pioggia.

Salmo 1,3 È come albero piantato lungo corsi d'acqua, che dà frutto a suo tempo: le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce bene. 4 Non così, non così i malvagi, ma come pula che il vento disperde; 5 perciò non si alzeranno i malvagi nel giudizio né i peccatori nell'assemblea dei giusti, 6 poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti, mentre la via dei malvagi va in rovina.

Salmo 41,1

Beato chi ha cura del povero!
Nel giorno della sventura il SIGNORE lo libererà.
2 Il SIGNORE lo proteggerà e lo manterrà in vita;
egli sarà felice sulla terra,
e tu non lo darai in balìa dei suoi nemici.
3 Il SIGNORE lo sosterrà quando sarà a letto, ammalato;
tu lo consolerai nella sua malattia.
4 Io ho detto: «O SIGNORE, abbi pietà di me;
guarisci l'anima mia, perché ho peccato contro di te».

Salmo 19,14

14 Siano grate nel tuo cospetto le parole della mia bocca e la meditazione del mio cuore, o Eterno, mia rocca e mio redentore!

Pregare con il cuore

Raggiungere Dio non è semplicemente recarsi in chiesa per recitare una preghiera, bensì un desiderio che sorge dal profondo. È fondamentale comprendere che il desiderio di lodare Dio non deve essere mosso da un senso di dovere, e ancor meno da un obbligo imposto per impegno. Comprendere che "pregare nello spirito e nella verità" significa riconoscere che "Dio ci ha desiderati per primi", ci ha voluti affinché entrassimo in un dialogo amorevole con Lui. È uno scambio tra la nostra povertà e la Sua ricchezza. Egli ci arricchisce rendendo vittorioso il Suo Figlio Unigenito sulla croce. Per mezzo della Sua morte e risurrezione, ci offre ogni benedizione spirituale, creando un'alleanza che nessuno potrà mai sottrarci.

Lodare Dio è un bisogno centrale che muove ogni cosa. Senza questo bisogno, i doveri religiosi diventano gravosi e si trasformano in mere attività svolte senza amore. È come vivere in un matrimonio senza amore: cucinare, pulire, e salutarsi con pesantezza. Perfino litigare diventa un'azione da evitare per non sprecare parole.

**Preghiera:**

Signore, io vengo a Te per innalzare la mia lode e adorazione. Ti riconosco come Dio, che opera in tutto e fa muovere ogni cosa con la Tua Sapienza. Confido nella Tua divina misericordia affinché ogni cosa che da Te ha origine trovi in Te il suo compimento. Custodiscimi e proteggimi, Gesù mio Redentore.

Monday, February 10, 2025

La speranza non delude

 




1. «Spes non confundit», «la speranza non delude» (Rm 5,5). Nel segno della speranza l’apostolo Paolo infonde coraggio alla comunità cristiana di Roma. La speranza è anche il messaggio centrale del prossimo Giubileo, che secondo antica tradizione il Papa indice ogni venticinque anni. Penso a tutti i pellegrini di speranza che giungeranno a Roma per vivere l’Anno Santo e a quanti, non potendo raggiungere la città degli apostoli Pietro e Paolo, lo celebreranno nelle Chiese particolari. Per tutti, possa essere un momento di incontro vivo e personale con il Signore Gesù, «porta» di salvezza (cfr. Gv 10,7.9); con Lui, che la Chiesa ha la missione di annunciare sempre, ovunque e a tutti quale «nostra speranza» (1Tm 1,1).




Tutti sperano. Nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo che cosa il domani porterà con sé. L’imprevedibilità del futuro, tuttavia, fa sorgere sentimenti a volte contrapposti: dalla fiducia al timore, dalla serenità allo sconforto, dalla certezza al dubbio.




Incontriamo spesso persone sfiduciate, che guardano all’avvenire con scetticismo e pessimismo, come se nulla potesse offrire loro felicità. Possa il Giubileo essere per tutti occasione di rianimare la speranza. La Parola di Dio ci aiuta a trovarne le ragioni. Lasciamoci condurre da quanto l’apostolo Paolo scrive proprio ai cristiani di Roma.




Una Parola di speranza

2. «Giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. [...] La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,1-2.5). Sono molteplici gli spunti di riflessione che qui San Paolo propone. Sappiamo che la Lettera ai Romani segna un passaggio decisivo nella sua attività di evangelizzazione. Fino a quel momento l’ha svolta nell’area orientale dell’Impero e ora lo aspetta Roma, con quanto essa rappresenta agli occhi del mondo: una sfida grande, da affrontare in nome dell’annuncio del Vangelo, che non può conoscere barriere né confini. La Chiesa di Roma non è stata fondata da Paolo, e lui sente vivo il desiderio di raggiungerla presto, per portare a tutti il Vangelo di Gesù Cristo, morto e risorto, come annuncio della speranza che compie le promesse, introduce alla gloria e, fondata sull’amore, non delude.




3. La speranza, infatti, nasce dall’amore e si fonda sull’amore che scaturisce dal Cuore di Gesù trafitto sulla croce: «Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita» (Rm 5,10). E la sua vita si manifesta nella nostra vita di fede, che inizia con il Battesimo, si sviluppa nella docilità alla grazia di Dio ed è perciò animata dalla speranza, sempre rinnovata e resa incrollabile dall’azione dello Spirito Santo.

È infatti lo Spirito Santo, con la sua perenne presenza nel cammino della Chiesa, a irradiare nei credenti la luce della speranza: Egli la tiene accesa come una fiaccola che mai si spegne, per dare sostegno e vigore alla nostra vita. La speranza cristiana, in effetti, non illude e non delude, perché è fondata sulla certezza che niente e nessuno potrà mai separarci dall’amore divino: «Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? [...] Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore» ( Rm 8,35.37-39). Ecco perché questa speranza non cede nelle difficoltà: essa si fonda sulla fede ed è nutrita dalla carità, e così permette di andare avanti nella vita. Sant’Agostino scrive in proposito: «In qualunque genere di vita, non si vive senza queste tre propensioni dell’anima: credere, sperare, amare». (Agostino, Discorsi, 198 augm., 2).




SPES NON CONFUNDIT

Bolla di indizione

del Giubileo Ordinario

dell'Anno 2025

FRANCESCO - VESCOVO DI ROMA, SERVO DEI SERVI DI DIO

A QUANTI LEGGERANNO QUESTA LETTERA LA SPERANZA RICOLMI IL CUORE

Invito Adorazione Eucaristica Carismatica

Perché adorazione eucaristica carismatica?  L'adorazione eucaristica carismatica è un incontro vivo e profondo con Gesù nell...