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Tuesday, May 5, 2026

Perché di Dio sono i potenti della terra


Il Salmo 47,10 ci offre una visione politica capovolta: i potenti della terra sono definiti māginnê, ovvero "scudi". Questa metafora spoglia il potere di ogni pretesa assoluta: il leader non è il padrone della forza, ma un custode della vita altrui. Se gli "scudi" appartengono a Dio, l'autorità non è un privilegio di dominio, ma una delega di protezione.
​Oggi, in un mondo frammentato da egoismi nazionali, questa immagine ridefinisce la pace. Essa non è il semplice silenzio delle armi, ma il riconoscimento che ogni governante è responsabile davanti a un'etica superiore. La pace odierna soffoca quando lo "scudo" diventa un muro che esclude o una corazza che opprime; rinasce, invece, quando il potere si riscopre servizio ai vulnerabili. Ricondurre i "capi" sotto la sovranità dell'Altissimo significa disarmare la loro arroganza, ricordando che la vera grandezza risiede nella capacità di proteggere l'umanità intera come un unico popolo.

English 


For the Shields of the Earth Belong to God

​Psalm 47:9 (47:10 in some versions) offers us an inverted political vision: the rulers of the earth are defined as māginnê, or "shields."

​This metaphor strips power of any absolute pretension: the leader is not the master of force, but a guardian of the lives of others. If the "shields" belong to God, then authority is not a privilege of dominion, but a delegation of protection.

​Today, in a world fragmented by national egoisms, this image redefines peace. Peace is not merely the silence of weapons, but the recognition that every ruler is accountable to a higher ethics.

​Modern peace is suffocated when the "shield" becomes a wall that excludes or armor that oppresses; it is reborn, however, when power rediscovers itself as service to the vulnerable.

​Bringing the "leaders" back under the sovereignty of the Most High means disarming their arrogance, reminding them that true greatness lies in the ability to protect all of humanity as a single people.

Tuesday, April 8, 2025

Il potere


Il potere che delude

L'etimologia della parola "potere" ha origini latine e deriva dal verbo posse, composto da potis (che significa "capace, in grado") e esse ("essere"). Dunque, il significato primario di posse è "essere in grado di fare qualcosa", da cui nasce il concetto di potere come capacità o possibilità di agire.  

Il potere dovrebbe essere un mezzo per compiere il bene, guidando con giustizia e integrità. Tuttavia, troppo spesso si trasforma in uno strumento di corruzione e oppressione, cambiando coloro che lo detengono.  

All'inizio del loro percorso, molti leader sono animati da nobili intenti: umili, onesti, desiderosi di servire e portare giustizia. Ma una volta immersi nei meccanismi del potere, sia civile che religioso, alcuni smarriscono la loro essenza. L’ambizione li rende presuntuosi, la necessità di mantenere il controllo li porta a mentire, la scaltrezza prende il posto della trasparenza, e la prepotenza soffoca la compassione. Intrappolati nelle strutture burocratiche e negli interessi personali, finiscono per dimenticare il proposito iniziale di fare il bene.  

Questa trasformazione è ben rappresentata nelle parole di Gesù nel Vangelo di Matteo:  

“Voi sapete che i governanti delle nazioni le dominano e i capi le opprimono. Tra voi però non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.”  (Matteo 20:25-27)

Gesù invita a un modello di leadership completamente diverso: il vero potere non si esprime nella dominazione, ma nel servizio agli altri. Solo chi mantiene l’umiltà e la rettitudine può esercitare un potere che porta frutto e giustizia.

Invito Adorazione Eucaristica Carismatica

Perché adorazione eucaristica carismatica?  L'adorazione eucaristica carismatica è un incontro vivo e profondo con Gesù nell...