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Saturday, April 12, 2025

La chiesa non mi piace


Molte persone si mostrano distanti e poco attratte dai temi della fede e della religione, soprattutto quando si parla di Cristo. Sembra che i cattolici, in molti casi, si vergognino di parlarne, forse perché pochi hanno vissuto un’esperienza serena e profonda con la fede. Alcuni si fermano ai ricordi legati agli aspetti materiali della religione, come il vestito della prima comunione, i certificati sacramentali o, addirittura, vecchie discussioni con il parroco per questioni burocratiche, come il nulla osta.  

Spesso, quando il nome di Gesù viene menzionato, si percepisce un senso di disagio, e molti preferiscono spostare la conversazione su argomenti più comuni, come le celebrità o la politica. Altri, invece, si limitano a criticare la ricchezza del Vaticano o a parlare degli scandali che hanno coinvolto alcuni membri del clero, senza però approfondire la vera essenza del Vangelo e della fede radicata in Cristo.

 Paradossalmente, alcuni si professano devoti a San Pio da Pietrelcina o a Sant’Antonio di Padova, pur rimanendo completamente estranei al messaggio evangelico e alla forza trasformante della fede. 

Per la maggior parte delle persone, la religione non è considerata interessante a meno che non sia legata ad aspetti concreti come il cibo, l’abbigliamento o le festività, spesso ridotte alla celebrazione di sacramenti come la prima comunione e il matrimonio. Il desiderio autentico di conoscere Gesù per la bellezza del suo insegnamento viene spesso messo in secondo piano rispetto all’attivismo e alle attività pratiche. Molti preferiscono sentirsi protagonisti in eventi sociali, come la raccolta fondi per i fuochi d’artificio del santo patrono o l’organizzazione di concerti e sagre per attirare ospiti, piuttosto che lasciarsi veramente trasformare dalla parola e dall’insegnamento del Signore. 

Molti si stancano rapidamente di discutere di religione e, quando lo fanno, tendono a concentrarsi più sulla spettacolarità dei miracoli, sui segni straordinari o sulle profezie apocalittiche, piuttosto che sulla profondità della relazione personale con Dio. 

Inoltre, la percezione generale nei confronti di coloro che si dichiarano credenti e praticanti non è sempre positiva. Spesso vengono guardati con scetticismo o superficialità, come se la loro fede fosse solo un’adesione formale e non un elemento centrale della loro esistenza.  

Infine, sono sempre meno coloro che adorano Gesù e gli danno il primato della domenica, riconoscendo l’importanza di mantenere vivo il sacramento della confessione come via di purificazione e guarigione spirituale. La Chiesa rischia di diventare solo un'opzione tra le tante, un luogo da considerare quando non si ha nulla da fare, piuttosto che il centro e la fonte della propria vita. Eppure, chi riscopre la bellezza della fede e la forza della relazione con Dio comprende che solo in Lui c’è la vera pace, la vera gioia e il senso autentico dell’esistenza.

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