"Eli, Eli, lema sabactani?" (Matteo 27,46; Marco 15,34)
Il Figlio, abbandonato sulla croce, ci parla con forza ed energia del mistero dell'amore divino. In quell'agonia, Dio Padre—che ama il Suo Figlio con una passione senza limiti—ha scelto di lasciarlo morire, offrendoci un'immagine intensa e carismatica del sacrificio più grande. In questo atto di dolore e di luce, il sacrificio diventa il segno di un amore capace di trasformare la sofferenza in speranza e di redimere l'intera umanità.
Questo gesto, apparentemente di abbandono, in realtà è l'inizio di un messaggio potente e rassicurante: chiunque riponga la propria fede in Gesù, abbracciando con cuore sincero l'amore divino, non sarà mai più lasciato solo dal Padre. È la promessa di un conforto eterno, un invito vibrante a confidare nel potere di un amore che, anche nei momenti più oscuri, illumina il cammino.
Il mistero della croce ci chiama a guardare oltre il dolore, a riconoscere in ogni lacrima e in ogni sofferenza la scintilla di una speranza viva e perenne. Con ogni battito, questo amore ci ricorda che, nel sacrificio più grande, c'è una luce che non si spegne mai.
Che amore magnifico!
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