Friday, March 13, 2026

24 ore del Signore - 13 marzo 2026

CHIESA  DI SANTO SPIRITO - SORA - CORSO VOLSCI - 13 MARZO 2026 DALLE ORE 22.45 - 00.00

Lasciarsi guardare da Gesù


ENGLISH TRANSLATION


Invocazione allo Spirito Santo davanti a Gesù Eucaristico


Spirito Santo, presenza viva del Padre e del Figlio, scendi su di noi mentre sostiamo davanti al mistero santo di Gesù Eucaristico. Vieni come luce che rischiara, come fuoco che purifica, come dolcezza che consola. Entra nei nostri cuori e rendili capaci di riconoscere la presenza del Signore che ci attende, ci guarda e ci ama.


Donaci la vigilanza del cuore, perché non ci allontaniamo mai da Lui, neppure per un istante. Insegnaci a rimanere accanto a Gesù in ogni momento della nostra vita, nelle ore serene e in quelle difficili, nei giorni di gioia e in quelli di prova. Fa’ che il nostro cuore impari a riposare nel Suo, a lasciarsi plasmare dal Suo amore, a non cercare altro rifugio che la Sua presenza.


Rendi stabile il nostro sguardo, perché non si perda nelle distrazioni del mondo ma rimanga fisso su Colui che è la nostra pace. Rendi attento il nostro ascolto, perché possiamo riconoscere la Sua voce anche nel silenzio. Rendi docile la nostra volontà, perché impariamo a seguire i Suoi passi e a compiere ciò che il Padre desidera da noi.


Apri in noi la capacità di percepire lo sguardo d’amore e di tenerezza del nostro Signore e Salvatore, lo sguardo che ci libera dal potere della morte, che spezza le catene della paura, che ci restituisce la letizia dei figli amati. Fa’ che questo sguardo diventi per noi sorgente di vita nuova, forza nelle fatiche, consolazione nelle ferite, luce nelle oscurità.


Gesù, mentre Tu ci guardi con amore, ungici con il balsamo dello Spirito Santo che il Padre riversa su di noi. Che questa unzione penetri nelle nostre profondità, guarisca ciò che è ferito, rialzi ciò che è caduto, ravvivi ciò che è spento. Trasforma i nostri cuori perché diventino capaci di amare come Tu ami, di perdonare come Tu perdoni, di servire come Tu servi.


Rimani con noi, Signore Gesù, e rendici tuoi adoratori in spirito e verità. Fa’ che la nostra vita diventi un’offerta gradita al Padre, un canto di lode che non si spegne, una testimonianza umile e ardente del Tuo amore nel mondo.


Spirito Santo, vieni e rinnova tutto in noi. Amen.





CANTO - n. 51 pag. 26


Questa preghiera raccoglie tutto ciò che stai vivendo adesso: la salute fragile, le tensioni nel matrimonio, le preoccupazioni per i figli, il lavoro incerto, la precarietà economica, le relazioni familiari complesse, le dipendenze che pesano su qualcuno o su più persone. È una preghiera che non chiede di essere forte, ma di lasciarsi guardare da Gesù proprio così come si è, con tutto ciò che fa male e tutto ciò che chiede luce.

Preghiera per lasciarsi guardare da Gesù nella propria situazione di vita

Signore Gesù, in questo momento della mia vita vengo davanti a Te così come sono, senza maschere e senza difese. Tu conosci ciò che sto vivendo, ciò che mi pesa, ciò che mi ferisce, ciò che mi spaventa. Io non voglio nascondermi: voglio lasciarmi guardare da Te.

Guarda, Signore, la mia salute, con le sue fragilità, le sue paure, le sue fatiche. Tu sai ciò che il mio corpo e il mio spirito stanno attraversando. Il Tuo sguardo sia per me forza, consolazione e pace.

Guarda il mio matrimonio, con le sue tensioni, le incomprensioni, le ferite non dette, le distanze che a volte si creano. Tu che hai unito, custodisci. Tu che hai benedetto, rinnova. Tu che hai amato fino alla fine, insegnaci ad amarci ancora.

Guarda i miei figli, ciascuno con la sua storia, le sue lotte, le sue fragilità, le sue scelte. Proteggili, guidali, rialzali, illuminali. Fa’ che il Tuo sguardo li raggiunga dove io non posso arrivare.

Guarda il mio lavoro, con le sue incertezze, le sue pressioni, le sue paure. Guarda la mia precarietà economica, che mi toglie serenità e mi fa sentire insicuro. Tu che provvedi ai gigli del campo e agli uccelli del cielo, provvedi anche a me.

Guarda le relazioni nella mia famiglia: suoceri, nuore, generi, fratelli, sorelle, parenti. Guarda ciò che è complicato, ciò che è ferito, ciò che è teso, ciò che è difficile da portare. Dove c’è giudizio, porta comprensione. Dove c’è distanza, porta incontro. Dove c’è durezza, porta tenerezza.

Guarda, Signore, ogni dipendenza che pesa sulla mia vita o su chi amo. Tu che spezzi le catene, libera. Tu che guarisci le radici del male, risana. Tu che ridoni dignità, rialza.

Signore Gesù, io non voglio più guardare la mia vita con paura. Voglio guardarla con Te. Voglio lasciarmi guardare da Te.

Il Tuo sguardo mi preceda quando non so dove andare. Il Tuo sguardo mi accompagni quando mi sento solo. Il Tuo sguardo mi rialzi quando cado. Il Tuo sguardo mi purifichi quando sbaglio. Il Tuo sguardo mi consoli quando soffro. Il Tuo sguardo mi trasformi quando non riesco a cambiare.

Rimani davanti a me, Signore, e guardami. Rimani accanto a me e sostienimi. Rimani dentro di me e pacificami. Rimani dietro di me e proteggimi. Rimani sopra di me e benedicimi.

Io mi affido al Tuo sguardo, Gesù. Solo il Tuo sguardo può guarire ciò che io non riesco a guarire. Solo il Tuo sguardo può dare pace dove io non riesco a trovarla. Solo il Tuo sguardo può fare nuove tutte le cose.

Amen.



CANTO - N. 23 - P. 11




PREGHIERA LITANICA PENITENZIALE


Per ogni nostra povertà interiore, per ciò che ci manca e che non sappiamo colmare, abbi pietà di noi, Signore.


Per le nostre paure che paralizzano, che ci chiudono, che ci impediscono di fidarci, abbi pietà di noi, Signore.


Per ogni infermità del corpo, della mente, del cuore, per ciò che ci pesa e ci affatica, abbi pietà di noi, Signore.


Per i nostri dubbi, le incertezze, le confusioni che oscurano la fede, abbi pietà di noi, Signore.


Per ogni condizionamento che ci lega, per ogni ferita che ci limita, abbi pietà di noi, Signore.


Per le paranoie che ci turbano, per i pensieri che ci ingannano, per le ombre che ci spaventano, abbi pietà di noi, Signore.


Per i nostri limiti, per ciò che non riusciamo a cambiare, per ciò che ci supera, abbi pietà di noi, Signore.



Litanie del perdono


Per ogni peccato commesso con consapevolezza o per debolezza, perdonaci, Signore.


Per ogni incoerenza tra ciò che diciamo e ciò che viviamo, perdonaci, Signore.


Per la superficialità con cui a volte trattiamo le cose sante, le persone, la vita, perdonaci, Signore.


Per ogni ipocrisia nascosta, per ogni doppiezza, per ogni maschera che indossiamo, perdonaci, Signore.


Per la leggerezza nel parlare, per le parole che feriscono, che giudicano, che distruggono, perdonaci, Signore.


Per ogni bestemmia, per ogni imprecazione inutile, per ogni parola che non ha onorato il Tuo Nome, perdonaci, Signore.


Per tutto ciò che abbiamo fatto e che non avremmo dovuto fare, perdonaci, Signore.


Per tutto ciò che non abbiamo fatto e che avremmo potuto compiere nel bene, perdonaci, Signore.


Litanie della guarigione e della tenerezza


Signore Gesù, Tu che scruti i cuori e conosci ogni nostra ferita, guarisci ciò che è malato in noi.


Tu che sei venuto a cercare ciò che era perduto, rialza ciò che è caduto in noi.


Tu che hai spezzato il potere della morte, liberaci da ogni paura che ci imprigiona.


Tu che hai versato su di noi lo Spirito Santo, ungeci con il balsamo della Tua tenerezza.


Tu che guardi con amore ogni creatura, donaci di sentire il Tuo sguardo che consola e rinnova.


Tu che fai nuove tutte le cose, trasforma il nostro cuore secondo il Tuo Cuore.


Preghiera comunitaria


Spirito Santo, fuoco d’amore del Padre e del Figlio, scendi su di noi e rendici creature nuove. Purifica ciò che è impuro, illumina ciò che è oscuro, rafforza ciò che è debole, sciogli ciò che è rigido, apri ciò che è chiuso, riscalda ciò che è freddo.

Signore Gesù Cristo, accogli la nostra miseria e rivestila della Tua misericordia. Fa’ che la nostra vita diventi lode, riparazione e testimonianza del Tuo amore.



CANTO - n. 54 p. 27



Sac

Lo sguardo che perdona: la donna peccatrice (Lc 7,36-50)

Gesù non guarda la donna come la guardano gli altri: non la riduce al suo passato, non la identifica con il suo peccato. Il fariseo vede una peccatrice; Gesù vede un cuore che ama, un cuore che piange, un cuore che desidera essere liberato. Il suo sguardo non condanna, ma scioglie la vergogna e restituisce dignità. È lo sguardo che dice: “Tu non sei il tuo errore”.

Lo sguardo che disseta: la Samaritana (Gv 4)

Gesù guarda la donna al pozzo e vede la sete profonda che nessun uomo è riuscito a colmare. Non la umilia, non la smaschera per ferirla, ma per liberarla. Il suo sguardo attraversa le sue relazioni ferite e arriva al punto più vero: il desiderio di essere amata senza condizioni. È lo sguardo che dice: “Io conosco tutto di te… e ti amo lo stesso”.

Lo sguardo che chiama: il pubblicano Levi (Mc 2,13-17)

Gesù vede Levi seduto al banco delle imposte, simbolo di sfruttamento e tradimento. Gli altri vedono un peccatore; Gesù vede un apostolo. Il suo sguardo non si ferma al ruolo, alla reputazione, al giudizio sociale. È lo sguardo che dice: “Tu puoi essere diverso da ciò che sei stato finora”.

Lo sguardo che salva: il ladrone sulla croce (Lc 23,39-43)

Il ladrone non ha nulla da offrire: nessun merito, nessuna opera, nessun tempo per cambiare vita. Eppure Gesù lo guarda e vede un cuore che si apre all’ultimo istante. In quello sguardo nasce il paradiso. È lo sguardo che dice: “Oggi sei con me”.

Lo sguardo che interroga: il dottore della legge (Lc 10,25-37)

Gesù guarda il dottore della legge e vede un uomo intelligente, ma chiuso nella teoria. Il suo sguardo non giudica, ma provoca: “Chi è stato prossimo?”. È uno sguardo che smuove, che non permette di restare spettatori. È lo sguardo che dice: “Non basta sapere: ama”.

Lo sguardo che resta libero: Pilato (Gv 18–19)

Pilato guarda Gesù e vede un problema politico. Gesù guarda Pilato e vede un uomo prigioniero della paura, del potere, dell’opinione altrui. Il suo sguardo non è di sfida, ma di sovrana libertà. È lo sguardo che dice: “Tu non hai potere su di me… se non ti è stato dato dall’alto”.

Lo sguardo che trasforma sempre

In tutti questi incontri, lo sguardo di Gesù:

  • non giudica, ma rivela la verità profonda

  • non condanna, ma libera

  • non umilia, ma rialza

  • non si ferma all’apparenza, ma raggiunge il cuore

  • non si lascia ingannare dal peccato, ma vede la possibilità di una vita nuova

  • non si lascia intimidire dal potere, ma resta libero e vero

Lo sguardo di Gesù è sempre un atto creativo: fa nascere ciò che non c’era, fa emergere ciò che era sepolto, fa vivere ciò che sembrava morto.

Riflessione personale: lasciarsi guardare così

Lasciarsi guardare da Gesù significa permettere a questo sguardo di entrare nelle zone che noi stessi evitiamo: le nostre ferite, le nostre paure, le nostre dipendenze, le nostre relazioni difficili, i nostri fallimenti, i nostri peccati.

Significa accettare che Lui vede tutto… e non si scandalizza. Che conosce tutto… e non si ritira. Che comprende tutto… e continua ad amare.

Lo sguardo di Gesù è il luogo dove la vergogna si scioglie, dove la paura si placa, dove la colpa si trasforma in possibilità, dove la vita riprende.

È uno sguardo che non dice: “Sei sbagliato”. Dice: “Tu sei amato. E puoi ricominciare”.



Lo sguardo di Chiamata e Predilezione


1° Lettore


Il Giovane Ricco (Marco 10,21): È forse il brano più celebre sullo sguardo di Gesù. «Allora Gesù, fissatolo, lo amò». Qui lo sguardo precede la proposta radicale; è un amore che vorrebbe liberare il giovane dai suoi pesi.


Il giovane ricco corre verso Gesù, si inginocchia e chiede "Cosa devo fare?". Ha fretta di essere perfetto, fretta di avere una risposta, fretta di confermare il suo "sì" a una vita retta. Ma Gesù non risponde subito alla sua ansia di prestazione. Prima di parlare, si ferma e lo guarda.


Questo "fissare lo sguardo" (in greco emblepsas) non è un'analisi superficiale: è un raggio X dell'anima. Gesù vede sotto la superficie dell'entusiasmo religioso e scorge le catene invisibili che quel giovane porta nel cuore. Vede l'attaccamento, la paura di perdere sicurezza, la fragilità di un "sì" detto solo a parole ma non ancora con la libertà del cuore.


«Gesù, fissatolo, lo amò». L'amore di Gesù non è il premio per una scelta giusta, ma la condizione che la rende possibile. Egli ci guarda con amore soprattutto quando siamo frettolosi nel dirgli di sì, sapendo che quel sì è ancora acerbo. Ci ama non perché siamo pronti, ma perché vede in noi una bellezza che noi stessi abbiamo paura di liberare.


In quel momento, Gesù non sta chiedendo al giovane di "perdere" i suoi beni, ma sta offrendo sé stesso come un guadagno infinitamente più grande. Lo sguardo di Gesù è l'invito a mollare la presa sulle nostre piccole certezze per lasciarci afferrare dalla Sua mano.



Momento breve di silenzio: Un punto di preghiera


Sac. Oggi, quando senti la fretta di dover "fare" qualcosa per Dio o la pressione di dover essere "all'altezza", fermati. Lascia che Gesù ti guardi. Non dire nulla. Permetti a quel Suo sguardo di amore preveniente di scendere fin dove sei più attaccato alle tue sicurezze.


Signore, prima del mio "sì" stanco o frettoloso, accetto il Tuo sguardo. Amami lì, dove faccio ancora fatica a lasciar andare.



Davanti a Te: Il dialogo del "Sì" trepido

Lettore 2

L’Anima: Signore, sono qui. Ti guardo, ma i miei occhi sono stanchi. Ti dico il mio "sì", ma se ascolto bene l’eco nel mio cuore, suona fragile. Vorrei dirti che sono pronto, che la mia fede è una roccia, ma la verità è che sono un deserto di incertezze. Ho paura, Gesù. Ho paura di impegnarmi e poi fallire. Vedo il mondo intorno a me andare in pezzi e mi chiedo: come posso pensare di creare una famiglia oggi? Come posso promettere un "sempre" se non so nemmeno chi sarò domani? Ho paura che questo mio "sì" sia solo un’emozione passeggera, un desiderio di luce mentre brancolo nel buio.


Sac. - Gesù: Figlio mio, non avere fretta di convincermi. Io non cerco la tua perfezione, cerco la tua verità. Prima che tu aprissi bocca, Io ti ho fissato e ti ho amato. Ho visto il tuo desiderio di bene e ho visto anche il tremore delle tue mani. Non aver paura dei tuoi dubbi: il dubbio è lo spazio in cui la tua fede smette di essere un'idea e diventa un grido verso di Me. Io non ho chiamato angeli, ho chiamato uomini. E agli uomini è dato di camminare un passo alla volta.


L’Anima: Ma Signore, il mondo corre e io mi sento indietro. Vedo gli altri così sicuri, mentre io mi blocco davanti alle scelte. La fede mi sembra a volte un peso troppo grande, e la scelta di una famiglia un abisso in cui potrei annegare. Mi sento come quel giovane del Vangelo: vorrei seguirti, ma i miei "beni" — le mie sicurezze, i miei spazi, la mia paura di soffrire — mi tengono incollato a terra. Perché mi chiedi passi così grandi se sai quanto sono piccolo?


Sac. - Gesù: Guardami. In questo Pane Io sono più piccolo di te. Sono nudo, fragile, esposto. Eppure, in questa fragilità, Io salvo il mondo. Non ti chiedo di non avere paura, ma di camminare con la paura per mano, confidando nella Mia. La famiglia che sogni, la fede che cerchi, non sono traguardi da raggiungere con le tue sole forze, ma "passaggi" da attraversare con Me. Non guardare la cima della montagna; guarda solo il prossimo passo. Io non ti chiedo la certezza del domani, ti chiedo la fiducia di oggi.


L’Anima: Allora, Signore, eccomi. Ti offro questo "sì" sporco di dubbi. Non è un sì eroico, è il sì di chi non ha altro posto dove andare. Aiutami a non guardare il legno della mia croce come una condanna, ma come la porta per imparare ad amare davvero. Prendi le mie paure e trasformale in feritoie.


Sac. - Gesù: Il tuo "sì" tremante mi è più caro di mille promesse presuntuose. Riposa nel Mio sguardo. Non sei solo nel decidere. Io sono già nel tuo futuro, e ti aspetto lì per sostenerti. Respira la Mia pace. Tutto ciò che porta vita richiede un tempo di attesa, come il Sabato Santo. Fidati del seme che muore nel buio: sta già diventando albero.



Momento di Silenzio


Sac - Immagina Gesù che si china verso di te, ti poggia una mano sulla spalla e, fissandoti, ti sorride con quella tenerezza che non giudica, ma ricomincia ogni volta.


Preghiera finale (Tutti insieme): Signore, grazie perché non ti scandalizzi della mia fragilità. Fa' che il tuo sguardo di amore sia la mia unica certezza, l'unica bussola nelle mie scelte. Insegnami l'arte del passaggio: dalla paura alla fiducia, dal "mio" al "nostro", dal dubbio alla Tua luce. Amen.





CANTO - n. 55 p. 28


Intro - sac : L’invidia come “vedere male”, lo sguardo che giudica, il desiderio distorto, la paura degli sguardi ostili — ma senza alimentare idee dannose o superstiziose. Nella tradizione cristiana, ciò che davvero ferisce non è uno “sguardo che porta sfortuna”, ma il male che nasce nel cuore, e ciò che davvero protegge è lo Spirito di Dio che custodisce, illumina e libera.

Questa preghiera quindi chiede guarigione interiore, purificazione dello sguardo, liberazione da ciò che ferisce dentro e fuori, e protezione nella verità del Vangelo.

Preghiera litanica per la guarigione dello sguardo e la liberazione dall’invidia

Signore Gesù Cristo, Tu che guardi ogni creatura con amore e verità, guarisci il nostro sguardo perché impari a vedere come Tu vedi.


Lettore 3

Litanie per la guarigione del nostro sguardo

Per ogni volta in cui abbiamo visto male gli altri, interpretando con durezza ciò che non conoscevamo, guarisci il nostro sguardo, Signore.

Per ogni giudizio affrettato, per ogni pensiero che ha ferito nel silenzio del cuore, guarisci il nostro sguardo, Signore.

Per l’invidia che ci ha fatto desiderare ciò che non era nostro, guarisci il nostro sguardo, Signore.

Per l’invidia che ci ha fatto vedere gli altri come rivali e non come fratelli, guarisci il nostro sguardo, Signore.

Per ogni desiderio disordinato verso ciò che appartiene ad altri, guarisci il nostro sguardo, Signore.

Per ogni volta in cui abbiamo guardato con possesso, con gelosia, con confronto, guarisci il nostro sguardo, Signore.

Per ogni volta in cui abbiamo guardato noi stessi con disprezzo o sfiducia, guarisci il nostro sguardo, Signore.


Litanie del perdono

Per ogni peccato nato dallo sguardo: giudizio, confronto, gelosia, sospetto, perdonaci, Signore.

Per ogni incoerenza tra ciò che professiamo e ciò che guardiamo, perdonaci, Signore.

Per ogni superficialità nel valutare gli altri, perdonaci, Signore.

Per ogni parola detta perché abbiamo visto male, perdonaci, Signore.

Per ogni ipocrisia che ha nascosto la verità del nostro cuore, perdonaci, Signore.

Litanie di liberazione interiore

Da ogni sguardo che nasce dalla paura, liberaci, Signore.

Da ogni sguardo che nasce dalla competizione, liberaci, Signore.

Da ogni sguardo che nasce dalla ferita non guarita, liberaci, Signore.

Da ogni sguardo che cerca il male invece del bene, liberaci, Signore.

Da ogni pensiero che ci fa credere che gli altri ci vogliano male, liberaci, Signore.

Da ogni timore degli sguardi ostili, da ogni impressione che ci appesantisce, liberaci, Signore.

Da ogni forma di negatività che ci toglie pace, liberaci, Signore.


Invocazioni di protezione nella verità

Signore Gesù, Tu che sei la luce del mondo, circondaci della Tua luce e custodisci il nostro cuore.

Proteggici da ciò che ci turba, da ciò che ci confonde, da ciò che ci spaventa. Proteggici dagli sguardi che giudicano, dalle parole che feriscono, dalle intenzioni che non vengono da Te. Proteggici da ogni male che nasce nel cuore degli uomini e che solo la Tua grazia può disarmare.

Rivesti il nostro sguardo della Tua pace, perché non assorba paura ma diffonda serenità. Rivesti il nostro cuore della Tua verità, perché non creda al male ma si radichi nel bene. Rivesti la nostra vita della Tua presenza, perché nessuna ombra possa toglierci la fiducia.

Invocazione comunitaria

Spirito Santo, purifica i nostri occhi, illumina la nostra mente, pacifica il nostro cuore. Fa’ che il nostro sguardo diventi limpido, libero, capace di riconoscere il bene. Fa’ che vediamo gli altri come Tu li vedi: amati, preziosi, unici. Fa’ che vediamo noi stessi come Tu ci vedi: figli custoditi, non soli, non abbandonati.

Signore Gesù, guarisci il nostro sguardo e rendilo simile al Tuo. Amen.

 CANTO - N. 68 P. 34

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