15. Rinascita
La Pasqua inizia ora.
La rinascita pasquale non è un semplice ritorno alla vita di prima, ma l'irruzione di una novità assoluta che trasforma il nostro sguardo sul mondo. Come suggerisce il profeta Isaia, siamo chiamati a non restare prigionieri del passato, perché Dio sta già facendo "una cosa nuova" che germoglia proprio ora, anche se spesso la nostra stanchezza ci impedisce di accorgercene. È un invito a smettere di guardare indietro con rimpianto e a iniziare a scorgere i sentieri che si aprono nel deserto dei nostri giorni più difficili.
Questa trasformazione profonda ci rende, secondo le parole di San Paolo, "nuove creature": il vecchio io, appesantito dai dubbi e dai fallimenti, lascia il posto a un’esistenza in cui le cose vecchie sono passate e tutto è diventato nuovo. Non si tratta di un restauro superficiale, ma di una rigenerazione del cuore che ci permette di affrontare la realtà con una forza diversa. Anche quando il cammino si fa impervio, la promessa biblica ci assicura che chi spera nel Signore riacquista forza e può camminare senza stancarsi, trovando nella gioia una risorsa inaspettata — poiché, come insegna il libro di Neemia, la gioia del Signore è la nostra vera roccaforte.
Rinascere significa, dunque, permettere che il nostro lamento si muti in danza, come canta il Salmista, trasformando l'abito di sacco della tristezza in una veste di festa. La Pasqua diventa così un esercizio quotidiano di fiducia: la certezza che nessuna notte è così lunga da impedire al sole di sorgere e che ogni cicatrice, toccata dalla luce, può diventare una feritoia di speranza. La vita non è più un cerchio che si chiude, ma una linea che si apre verso l'infinito.

No comments:
Post a Comment