Saturday, January 31, 2026

God's option



The logic of God does not resemble ours. We look for what is strong, brilliant, capable, and successful. God instead sets His gaze on what seems useless, fragile, or discarded. Not because He loves weakness in itself, but because only those free from the illusion of greatness can truly receive His gift.

Saint Paul expresses this with radical words: God chooses what is weak to confuse the strong, what is foolish to confuse the wise, what is nothing to reduce to nothing what claims to be everything. This is not a gesture of contempt toward human intelligence or strength, but an act of love that reveals a truth: before God there are no titles, merits, or privileges. There is only the openness of the heart.

God is not impressed by what we consider “center,” “power,” or “nobility.”

The same happens within us. Our most fragile areas—those we consider poor, unworthy, or embarrassing—are exactly the places God chooses to transform. Not the parts we think are perfect, but the ones we would hide. Not our successes, but our cracks. Why? Because there, where we cannot boast, God can finally act.

God chooses what is nothing not to humiliate us, but to free us from the slavery of appearances. He leads us to a place where we can no longer boast, where we can only allow ourselves to be loved. And when we let ourselves be chosen there, His light enters, lifts, illuminates, and transforms.

Then we understand that our weakness is not a condemnation but a doorway. That our poverty is not an obstacle, but an open space where God desires to place His glory.



Italiano 


La logica di Dio non somiglia alla nostra. Noi cerchiamo ciò che è forte, brillante, capace e di successo. Dio invece posa il suo sguardo su ciò che appare inutile, fragile o scartato. Non perché ami la debolezza in sé, ma perché solo chi è libero dall’illusione della grandezza può davvero accogliere il suo dono.  

San Paolo lo esprime con parole radicali: Dio sceglie ciò che è debole per confondere i forti, ciò che è stolto per confondere i sapienti, ciò che è nulla per ridurre a nulla ciò che pretende di essere tutto. Non è un gesto di disprezzo verso l’intelligenza o la forza umana, ma un atto d’amore che rivela una verità: davanti a Dio non esistono titoli, meriti o privilegi. Esiste solo l’apertura del cuore.  

Dio non si lascia impressionare da ciò che noi consideriamo “centro”, “potere” o “nobiltà”.


Lo stesso accade dentro di noi. Le nostre zone più fragili — quelle che riteniamo povere, indegne o imbarazzanti — sono proprio i luoghi che Dio sceglie per trasformarci. Non le parti che crediamo perfette, ma quelle che vorremmo nascondere. Non i nostri successi, ma le nostre crepe. Perché? Perché lì, dove non possiamo vantarci, Dio può finalmente agire.  

Dio sceglie ciò che è nulla non per umiliarci, ma per liberarci dalla schiavitù delle apparenze. Ci conduce in un luogo dove non possiamo più gloriarci, ma solo lasciarci amare. E quando ci lasciamo scegliere proprio lì, la sua luce entra, solleva, illumina e trasforma.  

Allora comprendiamo che la nostra debolezza non è una condanna, ma una porta. Che la nostra povertà non è un ostacolo, ma uno spazio aperto dove Dio desidera deporre la sua g loria.

No comments:

Post a Comment

Adorazione 11 giugno 2026 - Preghiera di Lode e Adorazione

Adorazione 11 giugno 2026 - Preghiera di Lode e Adorazione al Sacratissimo Cuore di Gesu'   Sacerdote:   Signore Gesù Cristo, in qu...