1. Invocazione
allo Spirito Santo (Spirito di Fortezza e di Conforto)
Vieni, Spirito Santo, Spirito di
Fortezza e di Consiglio. Davanti al mistero della sofferenza e della croce, la
nostra natura umana trema e si scoraggia. Per questo invochiamo Te, che hai sostenuto
Santa Rita nel cammino della prova e le hai concesso il privilegio di essere
associata alla Passione di Gesù attraverso il dono della spina.
Scendi su di noi con i tuoi santi
doni. Donaci la pazienza nelle tribolazioni, la fede nei momenti di oscurità e
la certezza che nessuna lacrima va perduta davanti a Dio. Trasforma il nostro
dolore in amore offerto e le nostre fatiche in cammino di santità. Vieni,
Divino Consolatore, sii la forza dei malati, la speranza degli affranti e la
luce dei nostri passi in questo secondo giorno di preghiera. Amen.
Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori
dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
2. Brano
Biblico
Dal Vangelo secondo Matteo (16,
24-25) «Allora Gesù disse ai suoi
discepoli: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso,
prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la
perderà; ma chi perderà la sua vita per causa mia, la troverà"».
3. La Parola
dei Papi (Elogio a Santa Rita)
Magistero
di Papa Francesco (Udienza Generale, 20 maggio 2015 e Angelus)
«Cari giovani, malati e sposi
novelli, domani celebreremo la memoria di Santa Rita da Cascia, la santa
delle cause impossibili. Ella fu una donna, sposa, madre, vedova e consacrata,
che ha saputo amare e perdonare in ogni situazione della vita.
Guardando a lei, imparate a testimoniare la fede nell'amore di Cristo,
specialmente nei momenti di sofferenza; la sua spina sulla fronte sia per
voi il segno della vicinanza d'amore del Signore ai vostri patimenti.
La sofferenza di Rita non fu un
ripiegamento doloristico su se stessa, ma una conformazione mistica a Cristo
Crocifisso. Ricevere la spina significò per lei entrare nel mistero più
profondo del Venerdì Santo, dove il dolore umano viene redento dall'amore
divino. Oggi la cultura dello scarto cerca in tutti i modi di anestetizzare il
dolore, considerandolo privo di senso o come un fallimento dell'esistenza.
Santa Rita, al contrario, ci insegna la teologia della croce: il patimento,
quando è illuminato dalla fede, diventa uno spazio di fecondità spirituale e di
solidarietà universale. Quella ferita aperta sulla sua fronte, che portò con
umiltà e nascondimento nel segreto del monastero, era il canale attraverso cui
intercedeva per le piaghe dell'umanità intera. Esorto in particolare voi, cari
malati, a non sentirvi mai inutili o abbandonati; guardate a questa grande
mistica e chiedete la grazia di trasformare le vostre infermità in una
preghiera potente, capace di sostenere il cammino della Chiesa e di consolare i
cuori più affranti».
Non dobbiamo
dimenticare che la spina di Santa Rita non è un macabro elogio della
sofferenza fine a se stessa, ma il sigillo di una relazione d'amore intima
e sponsale con il Risorto. In un mondo che esalta l'efficienza, l'estetica
perfetta e il benessere superficiale, la piaga sul volto di Rita disturba i
nostri falsi miti di sicurezza. Ci ricorda che le ferite della vita
— siano esse fisiche, morali o spirituali — non vanno nascoste con vergogna,
ma presentate a Dio perché Egli vi riversi il balsamo della Sua misericordia.
Questa straordinaria Santa ha vissuto la sofferenza come un luogo di
comunione e non di isolamento. Quando la malattia ci chiude in noi stessi e
la tentazione della disperazione bussa alla porta del cuore, lo Spirito Santo
ci indica il cammino di Cascia. Lì troviamo una donna che ha trasformato la sua
cella monastica in un santuario di intercessione per il mondo intero. Chi
soffre con Cristo non è mai solo, e la sua sofferenza non è mai sterile:
diventa una misteriosa ma reale forza di grazia che sostiene i passi dei
missionari, conforta chi è nella prova e risveglia le coscienze assopite.
Imparate da lei a non sprecare il vostro dolore, ma a farne un dono d'amore per
i fratelli, certi che oltre il Venerdì Santo brilla sempre, invincibile, la
luce della Pasqua».
4.
Riflessione e Preghiera del Giorno
O Santa Rita, che hai desiderato
così ardentemente unirti alla Passione di Gesù da ricevere in fronte il dono di
una delle spine della sua corona, tu comprendi il valore del dolore offerto per
amore. Aiutaci a non fuggire davanti alle prove della vita. Insegnaci a unire
le nostre sofferenze a quelle di Cristo, affinché diventino sorgente di grazia,
di purificazione e di salvezza per noi e per il mondo intero.
5. Le 5
Suppliche
1.
Per
chi soffre nel corpo e nello spirito:
O Santa Rita, che hai portato sulla fronte il segno della Passione, visita i
malati e i sofferenti, donando loro sollievo e speranza. Preghiamo.
2. Per accogliere le nostre croci: Ottienici la grazia di non disperare nei momenti di prova,
ma di saper abbracciare la nostra croce quotidiana con fede e pazienza. Preghiamo.
3. Per i medici e gli operatori sanitari: Benedici coloro che si prendono cura dei malati, affinché
le loro mani siano guidate dalla scienza e il loro cuore dalla compassione. Preghiamo.
4.
Per
il valore salvifico del dolore:
Aiutaci a comprendere che nessuna sofferenza è vana quando è unita al sacrificio
di Cristo per la salvezza delle anime. Preghiamo.
5.
Per
la perseveranza nella prova:
Dona fermezza a chi si sente vacillare sotto il peso delle tribolazioni,
ricordando che il Signore non abbandona mai i suoi figli. Preghiamo.
6.
Per
la configurazione a Cristo Crocifisso: O Santa Rita, che hai desiderato ardentemente
condividere i patimenti del Salvatore fino a riceverne la spina sulla fronte,
intercedi per noi affinché non fuggiamo davanti all'amore che costa sacrificio,
ma sappiamo conformarci a Cristo Crocifisso nella nostra vita quotidiana. Preghiamo.
7. Per la guarigione dalle ferite invisibili: Tu che hai portato impresso nel corpo il
segno doloroso e fecondo della Passione, guarda a quanti portano ferite
nascoste e dolorose nell'anima. Ottieni loro la grazia che ogni ferita
spirituale, toccata dalla grazia, si trasformi in una sorgente di luce e di
purificazione. Preghiamo.
8.
Per
chi vive la solitudine del dolore: Santa Rita, che nei lunghi anni di isolamento a causa della piaga della
spina hai trovato nel Crocifisso il tuo unico e fedele compagno, stringiti a
coloro che oggi si sentono abbandonati, emarginati o incompresi nella loro
sofferenza. Preghiamo.
9.
Per
la fecondità spirituale delle nostre spine: Insegnaci, o Santa Spina di Cascia, a non
considerare le contrarietà e i dolori della vita come castighi, ma come gemme
preziose e spose misteriose del nostro cammino, capaci di intercedere e
intercettare la grazia per la salvezza dei nostri cari. Preghiamo.
10.
Per contemplare il Mistero della Croce: O amorosa
discepola del Calvario, che hai contemplato per ore il Crocifisso fino a
riceverne il sigillo regale, dona ai nostri occhi e ai nostri cuori la capacità
di sostare davanti alla Croce, per attingervi la forza del perdono e la
certezza della Risurrezione. Preghiamo.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

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