Marco 8, 1-5
In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, chiamò a sé i discepoli e disse loro: 2"Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. 3Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano". 4Gli risposero i suoi discepoli: "Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?". 5Domandò loro: "Quanti pani avete?". Dissero: "Sette".
La presenza della folla ha sempre accompagnato Gesù. La folla ascolta i suoi insegnamenti e attende i suoi miracoli. Gesù "convocò" a sé i discepoli, coloro che non sono solo spettatori come la folla, ma che avevano un rapporto privilegiato con lui, i quali hanno la possibilità di imparare e di conoscere il Maestro da vicino. Gesù li "chiamò" e confidò loro un "sentimento": "sento compassione per la folla". Un sentimento per ciò che Lui ha visto nella sequela di questa folla e nel tempo che hanno trascorso con lui. Tre giorni sono un tempo sufficiente per consumare le provviste. Dopo tre
giorni, Gesù vide una precarietà imminente.
Tre giorni di sequela di Gesù in un luogo dove non si poteva provvedere a nulla, un luogo dove manca ciò che è essenziale per stare bene: "se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino". Il mangiare come sostegno e aiuto per il nutrimento. Il cibo per poter tornare a casa e per sfamarsi.
Ci sono "alcuni che sono venuti da lontano", lontani geograficamente ma anche a livello esistenziale.
La domanda "come riuscire a sfamarli di pane in un deserto?", il deserto come stato o condizione
terribile di indigenza e di precarietà, si trasforma in un luogo di grande speranza. Gesù domandò loro: "quanti pani avete?" Gesù chiede ciò che avevano, non pretendeva ciò che non avevano, e da quel poco che avevano fece un miracolo.
Preghiera:
Signore, ti presento la mia povertà e invoco il tuo aiuto. Ti confido i miei pensieri negativi sulla vita e su me stesso, perché quando vedo le mie risorse, vedo solo disperazione. Ti prego, Signore, aiutami a comprendere la tua Parola, che sei tu il Vero Pane disceso dal Cielo, che riempie la nostra fame e ci nutre, donandoci la forza.
Strappa dal nostro cuore il pensiero di angoscia e di pessimismo, rinnovaci nello spirito e rafforza il nostro cuore con la fede. Fa' che il tuo Santo Spirito ci aiuti a non cedere ai nostri pensieri negativi che rendono la nostra mente succube del passato e delle nostre indigenze. Padre Santo, nel nome di Gesù, fa' che possiamo sentire forte la provvidenza che viene da te, segno del tuo amore paterno che vuole sempre il nostro bene e non ci lascia nelle nostre miserie. Per tutto ciò ti vogliamo adorare e ringraziare affinché tu sia sempre glorificato nella nostra vita. Amen.

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