English version down below
Vedere sempre il male dappertutto è una trappola sottile.
È come indossare occhiali scuri anche quando c’è il sole:
si finisce per non riconoscere la luce,
per non accorgersi del bene che resiste,
per non dare spazio alla speranza.
Chi vede solo il male si difende, si chiude, si irrigidisce.
Ma la fede ci invita a uno sguardo diverso:
non ingenuo, non cieco,
ma capace di discernere,
di riconoscere il male senza lasciarsene dominare.
Perché il male esiste,
ma non è ovunque.
E non è l’ultima parola.
Vedere il bene, anche quando è piccolo,
è un atto di coraggio,
è una scelta spirituale,
è il primo passo verso la pace.
“Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.” (Romani 12,21)
English version
Seeing Evil Everywhere Is a Subtle Trap
It’s like wearing dark sunglasses even when the sun is shining:
you end up not recognizing the light,
not noticing the good that endures,
not giving space to hope.
Those who see only evil become defensive, closed off, rigid.
But faith invites us to a different gaze:
not naïve, not blind,
but able to discern,
to recognize evil without being dominated by it.
Because evil exists,
but it is not everywhere.
And it is not the final word.
Seeing Good Is an Act of Courage
To see the good, even when it’s small,
is an act of courage,
a spiritual choice,
the first step toward peace.
> “Do not be overcome by evil, but overcome evil with good.”
> (Romans 12:21)
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